Manila, Duterte inverte la rotta: ‘Giù le mani dai sacerdoti’

In una lettera al presidente filippino, il card. Tagle denuncia minacce di morte a “mons. David e sacerdoti”. Sin dall’inizio del suo mandato, il presidente ha lanciato ripetuti attacchi verbali contro i vescovi. A meno di tre mesi dalle elezioni, afferma: “Smettetela di minacciarli o ve la dovrete vedere con me”.

di Paolo Fossati

Manila (AsiaNews) – Non toccate i sacerdoti, “non hanno nulla a che fare con la politica”: il presidente filippino Rodrigo Duterte cambia tono nei confronti della Chiesa cattolica, invitando quanti minacciano i sacerdoti a “piantarla”. In caso contrario, i malintenzionati dovranno correre il rischio di “affrontare” l’ira presidenziale.

Sotto l’attuale amministrazione, i rapporti tra i vescovi ed il governo del Paese cattolico più popoloso d’Asia vivono momenti difficili. Sin dall’inizio del suo mandato, Duterte si è reso protagonista di ripetuti attacchi verbali contro i vertici della Chiesa locale. Colpevoli di aver criticato la sua amministrazione su temi come il rispetto dei diritti e della vita umana, nella sua ultima invettiva il presidente ha definito i vescovi “inutili” e invitato i fedeli ad ucciderli.

A poco meno di tre mesi dalle elezioni generali del 13 maggio – tornata di metà mandato – il presidente ha tuttavia utilizzato il palco di un raduno politico per cambiare tono. Ieri sera, Duterte ha citato parte di una lettera inviatagli dall'arcivescovo di Manila, il card. Luis Antonio Tagle. Nel messaggio, il porporato riferisce che “mons. David e alcuni sacerdoti” hanno ricevuto minacce di morte da “qualcuno che dichiara di lavorare per la famiglia del presidente”.

Duterte non spiega chi sia “mons. David”, ma per gli osservatori il riferimento sembra indicare mons. Pablo Virgilio Siongco David, vescovo di Caloocan. Negli ultimi mesi, il presule è stato oggetto di pesanti (e mai provate) accuse da parte del presidente, tra cui furti di donazioni ed il coinvolgimento nel traffico di droga.

Il presidente respinge le accuse del card. Tagle e ammonisce: “Non toccate i religiosi, non hanno nulla a che fare con la politica”. “Musulmani o cristiani – prosegue – non hanno niente a che fare con noi. Non fatelo. Non provare a farlo. I leader religiosi non hanno nulla da spartire con i capricci della vita. Piantatela! Smettete di minacciarli o ve la dovrete vedere con me”.

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