Manila: no-global, studenti e sindacati in piazza contro l’Apec

Centinaia di manifestanti hanno cercato di raggiungere l’area del summit. Scontri con la polizia, alcuni feriti lievi. I dimostranti protestano contro l’imperialismo e lo sfruttamento dei più ricchi a danno dei Paesi poveri. I temi economici oscurati dalle controversie nei mari e dal terrorismo.

Manila (AsiaNews/Agenzie) - Una imponente manifestazione di protesta ha caratterizzato la seconda giornata dei lavori del summit Apec in programma a Manila, capitale delle Filippine. Gli agenti preposti alla sicurezza hanno usato idranti e manganelli per impedire alle centinaia di manifestanti di raggiungere i leader di Stato e di governo presenti all’incontro. Per le strade della metropoli si respira un clima di tensione, ma finora si sono scongiurati gravi episodi di violenza e di uso eccessivo della forza da parte delle autorità. 

In piazza esponenti delle popolazioni indigena, gruppi studenteschi e movimenti sindacali, che hanno innescato scontri con la polizia. I manifestanti si sono dati appuntamento nell’area di Manila Bay, dove è in corso la seconda e conclusiva giornata del summit, e intendono continuare la protesta mantenendo la linea dura. 

I dimostranti anti-globalizzazione chiedono che sia smantellato il blocco Apec (Cooperazione economica Asia-Pacifico), poiché i suoi vertici trarrebbero vantaggio a discapito delle nazioni più povere, fra le quali vi sarebbero le stesse Filippine. Sul tema sono intervenuti nei giorni scorsi anche i vescovi filippini, che hanno chiesto ai membri Apec di “dare un volto umano all’economia”. 

Molti gli slogan lanciati dai manifestanti, fra i quali i più ricorrenti erano “Abbasso l’Apec, abbasso l’America”, con un esplicito richiamo a Washington e alla politica neo-coloniale degli Stati Uniti nella regione. Nel timore di proteste, il governo di Manila aveva stanziato decine di migliaia di agenti e soldati dell’esercito, che hanno respinto i dimostranti; secondo le prime informazioni, negli scontri vi sarebbero alcuni feriti non gravi. 

I leader dei Paesi Apec si sono riuniti per discutere di cambiamenti climatici, economia e cooperazione commerciale nella regione. Tuttavia, il summit è stato oscurato da altri due temi di stretta attualità: il terrorismo, con gli attacchi di Parigi (e Beirut) e le controversie nel mar Cinese meridionale, che vedono opposte Pechino e alcune nazioni della regione (su tutte Vietnam e le stesse Filippine, sostenute dagli Usa). 

Altro tema che ha tenuto banco è quello relativo al terrorismo, con i leader Apec che chiedono un'azione globale dopo gli attacchi di Parigi. A conclusione del summit dovrebbe essere diffusa una nota in cui si “condannano con forza” tutti gli atti di terrore e si riafferma “il bisogno urgente di cooperazione internazionale” nella lotta al terrorismo. 

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