Mindanao, dubbi sugli accordi fra ribelli islamici e governo

Il successo dei negoziati occupa i principali giornali filippini e internazionali. Ma non vi è ancora nessun accordo definitivo. Il rischio di una reazione dei gruppi ribelli in lotta con il Moro Islamic Liberation Front, unico interlocutore di Manila.

Manila (AsiaNews) -  "Una pace definitiva nel Mindanao è ancora molto lontana, l'ipotesi di un nuovo Stato autonomo nel Mindanao è per ora solo un espediente del governo per raccogliere consensi fra i leader del Moro Islamic Liberation Front (Milf) e frenare gli altri gruppi ribelli". È quanto affermano fonti di AsiaNews  nelle Filippine, sul successo dei negoziati fra governo filippino e Milf sbandierato dai media locali e internazionali.

Tenutosi lo scorso 25 aprile a Kuala Lumpur (Malaysia) l'incontro ha riscosso molto successo nell'opinione pubblica. Esso è terminato con un accordo di massima sulla realizzazione di un nuovo sub - Stato islamico indipendente, sul modello degli Stati federali, che andrebbe a sostituire l'attuale Regione autonoma del Mindanao Musulmano, che ha poteri molto limitati sul territorio. Secondo i leader del Milf questo è un primo passo verso una totale autonomia. Tuttavia, non vi è ancora nulla di definitivo e un nuovo  incontro è stato fissato per maggio.  Oggi, anche la Gran Bretagna si è congratulata con il governo Aquino per i progressi nel processo di pace. Il presidente è succeduto a Gloria Arroyo che nel 2008 aveva lanciato una nuova offensiva contro i guerriglieri musulmani interrompendo una tregua durata circa 16 anni. Alle elezioni del  2010 Aquino ha sfruttato i fallimenti della sua avversaria e vinto le elezioni promettendo la lotta alla corruzione della precedente amministrazione e soprattutto la pace definitiva con i ribelli del Mindanao musulmano.  

Le fonti di AsiaNews spiegano che Aquino e il suo staff stanno trattando solo con il Milf e non considerano le decine di gruppi armati islamisti sorti in questi ultimi anni. Fra tutti vi sono i Free Fighters del gen. Kato, ex leader di spicco del movimento Moro, uscito dal gruppo nel 2011. "Egli è il più pericoloso - spiegano - e presto farà sentire la sua voce e tenterà di bloccare l'accordo". Secondo le fonti, l'idea di creare un sub-Stato autonomo potrebbe migliorare la situazione nella regione, ma i legami con il Milf sono troppo forti. Essi accetteranno quanto proposto dal governo solo se saranno loro a comandare, ma molte persone non condividono le  posizioni dei Moro vicine all'islam radicale. "Senza una firma definitiva - concludono - vi è sempre il rischio di tornare al punto di partenza".

La regione di Mindanao a maggioranza musulmana è da oltre 40 anni teatro di un conflitto tra esercito filippino e gruppi estremisti islamici che lottano per ottenere l'indipendenza dell'isola e creare uno Stato islamico governato dalla sharia. Nonostante i negoziati con il Moro Islamic Liberation Front (Milf), storico movimento separista islamico - Abu Sayyaf e Jemaah Islamiyah hanno continuato a compiere rapimenti e attentati contro edifici cristiani e governativi. In questi anni le comunità cattoliche di Jolo e Basilan sono state spesso bersaglio di attacchi. Il più grave è avvenuto il 7 luglio 2009, quando una bomba è esplosa dentro la cattedrale di Jolo, provocando sei morti e 40 feriti. (S.C.)

 

 

 

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