Mindanao, frane e fiumi di fango bloccano i soccorsi nelle aree colpite dal tifone Bopha

La furia delle acque ha spazzato via strade, ponti e interrotto le linee elettriche delle province di Compostela Valley e Davao Orientale. Impossibile comunicare con le zone più interne. Il bilancio delle vittime è destinato a salire. Caritas e Nassa in prima linea per aiutare gli sfollati.

Manila (AsiaNews) - Il passaggio del tifone Bopha sulle province di Cagayan de Oro e Davao (Mindanao) ha lasciato dietro di sé una scia di morte e distruzione costata finora  475 morti, centinaia di dispersi e decine di migliaia di sfollati. P. Giovanni Re, superiore regionale del Pontificio istituto missioni estere (Pime), spiega che i soccorsi hanno molte difficoltà a raggiungere le zone più interne, dove vi sono interi villaggi sommersi dal fango. " I torrenti e i fiumi in piena - spiega - strade, ponti. Le linee elettriche e le stazioni radio sono saltate e non vi è alcun modo di comunicare con la popolazione". Il missionario avverte che il bilancio delle vittime è solo parziale e potrebbe aumentare anche in modo consistente nei prossimi giorni.  

Nella Compostela Valley (Davao), una delle zone più colpite, sono morte oltre 200 persone. A tutt'oggi a New Bataan Town le squadre di soccorso hanno estratto dal fango ben 126 cadaveri. Nella zona vi sono molti centri minerari a cielo aperto che hanno contribuito ad aumentare il rischio di crolli e frane. L'acqua esondata dai torrenti ha generato vere proprie ondate di fango e detriti che hanno sommerso interi centri abitati.  A New Bataan Town le squadre di soccorso hanno estratto dal fango un uomo, Carlos Agang, e un bambino di soli tre anni (v. foto), sopravvissuti miracolosamente sotto i detriti.

P. Re, spiega che "l'organizzazione degli aiuti è attiva solo nelle aree già in parte liberate dalle macerie". Caritas Filippine e  la National Social Action (Nassa) stanno lavorando insieme per portare generi di prima necessità alla popolazione: cibo, acqua, vestiario". Sul campo è presente anche il Catholic Relief Service (Crs), organizzazione umanitaria statunitense, che ha inviato cinque squadre di soccorso sono state inviate nella provincia di Davao per assistere i sopravvissuti.

Joe Curry, responsabile del Crs per le Filippine, afferma che "per le strade vi sono centinaia di persone rimaste senza un tetto". I centri di raccolta per gli sfollati sono pieni e molti di essi sono stati colpiti a loro volta da frane e smottamenti.

Ieri, le diocesi cattoliche del Mindanao orientale, Davao Oriental e Surigao del Sur hanno lanciato un appello per sostenere le famiglie colpite dal tifone. P. Antonio Galela, direttore delle operazioni umanitarie a Tandag (Surigao del Sur), ha affermato che al momento nella zona vi sono circa 35 centri per gli sfollati, dove "vi è un'immediata  necessità di cibo, medicinali e acqua potabile". Le autorità della provincia di Surigao stimano che oltre 30mila persone hanno abbandonato le loro abitazioni distrutte dalle alluvioni e dalle raffiche di vento. (S.C.) 

 










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