Misericordia: cristiani e musulmani visitano insieme i carcerati

In occasione della Settimana mondiale per l’armonia interreligiosa, gruppi di giovani hanno organizzato diverse attività caritative. Missionario Pime: “I detenuti fanno i turni per dormire, non ci sono abbastanza letti. Grazie all’incontro con i ragazzi essi sperimentano il dialogo e lo testimoniano da dentro le celle”.

Zamboanga (AsiaNews) – Un gruppo di cristiani e musulmani che fa visita nel carcere di Zamboanga, uno dei più affollati delle Filippine, per educare i detenuti al dialogo e alla tolleranza, che essi sono chiamati a testimoniare dall’interno delle loro celle. È una delle tante iniziative organizzate in occasione della Settimana mondiale per l’armonia interreligiosa (1-7 febbraio), iniziativa voluta dalle Nazioni Unite nel 2010 per celebrare la convivenza tra religioni diverse. P. Sebastiano D’Ambra – missionario del Pime e fondatore di Silsilah, gruppo per il dialogo interreligioso – spiega che a Zamboanga (Mindanao) l’iniziativa è significativa, perché è una delle città più multiculturali delle Filippine (il 40% della popolazione è di fede musulmana).

“Abbiamo un programma fitto – spiega il missionario – ogni giorno ci sono incontri e attività. Il primo giorno abbiamo discusso del documento A Common Word, lettera che 138 leader musulmani hanno indirizzato a Benedetto XVI nel 2007, che è fondamentale ed è una vera e propria Magna Charta del dialogo”.

A fianco degli interventi di leader musulmani e cristiani, che si alterneranno per tutta la settimana, racconta p. D’Ambra, “ogni giorno è dedicato ad una attività in particolare: una alla donazione di sangue, una alla visita ai malati in ospedale, una alla visita agli ospizi…”.

“Ieri mattina in particolare – prosegue il sacerdote – un gruppo di ragazzi musulmani e cristiani è andato nel carcere di Zamboanga, famoso per i crimini di droga.  I ragazzi hanno incontrato i detenuti e hanno chiesto qual è il loro concetto di armonia. Li hanno poi invitati a fare disegni e a scrivere storie e canzoni con a tema la pace fra le religioni. È bello vedere persone in quelle condizioni che sperimentano sulla propria pelle questi concetti. I carcerati sono chiamati a testimoniare quello che hanno visto dentro le loro celle. Molti di loro sono in isolamento e non possono uscire”.

Le condizioni nel carcere di Zamboanga sono difficili: “Vi sono rinchiusi 1500 uomini e 300 donne – dice p. D’Ambra – e la prigione è sovraffollata: i detenuti devono fare i turni per dormire perché non ci sono abbastanza letti. Spesso, poi, le persone stanno anche due o tre anni chiuse in carcere prima di avere un processo, perché i giudici sono molto pochi e non hanno tempo di emettere tutte le sentenze. Abbiamo scritto loro una lettera per invitarli a fare il possibile per risolvere questa situazione”.

“Al di là dei problemi che ci sono a Mindanao – spiega il missionario – in questa Settimana dell’armonia vogliamo raccontare storie positive per comunicare alle persone il messaggio della speranza. Cerchiamo di mettere da parte i problemi, non per dimenticarli, ma per porre l’attenzione su come possiamo costruire questa armonia. Sia chi crede sia chi non crede può fare qualcosa per il bene comune”.

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