Mufti filippini, un anno di sermoni per contrastare il terrorismo islamico

Un gruppo composto dai leader musulmani del sud ha scritto 55 prediche, che verranno recitate per l'anno, per "contrastare le bugie di chi capisce a malapena il Corano".

di Santosh Digal

Cotabato (AsiaNews) – La voce di chi non conosce l’islam “diventa sempre più forte, in tutto il mondo” e gli scritti di odio pubblicati da chi “a malapena capisce il Corano” hanno sempre più risalto fra i giovani musulmani: questo fenomeno “va contrastato con ogni mezzo”.

 

E’ questo il movente che ha spinto i guardiani della Casa delle Opinioni – un gruppo di mufti del sud delle Filippine – a scrivere 55 sermoni che verranno letti nelle moschee di tutto il Paese nel corso del prossimo anno.

 

Il leader dei guardiani, Ustadz Abdulwahid Inju, spiega che la khutba [il gruppo di sermoni] verrà consegnata agli ulema di tutto il Paese, che avranno il compito di adattarla ai vari contesti sociali delle Filippine.

 

Il mufti racconta che la decisione di scrivere è stata presa perché “non vi è nulla che accomuni il vero islam, fatto da pace, armonia, ordine, giustizia e compassione agli atti di odio, vendetta e terrore compiuti da una frangia di musulmani”.

 

Anzi, aggiunge, “l’islam ed il terrorismo sono ai due lati opposti: la vita per i musulmani è sacra, un dono di Dio che solo Lui ha il diritto di levare. Uccidere civili innocenti è proibito con ogni mezzo, così come è grave peccato uccidere chi prega, anche se non prega in una moschea o non prega Allah”.

 

Nella stesura sono stati coinvolti i mufti di Cotabato, Basilan, Lanao del Sur, Maguindanao, Marawi, Sulu e Tawi-Tawi, che hanno raccolto l’invito del governo contenuto nella Legge per la sicurezza, approvato all’unanimità l’8 febbraio.

 

Nel testo, il governo chiede “a tutti coloro che ne hanno la possibilità” di “agire in modo da prevenire atti di terrorismo e violenza, immotivati e deleteri per la sicurezza e l’unità nazionale”.

 

Per Ustadz Esmael Ebrahim, membro della Casa delle Opinioni e mufti di Mindanao, gli scritti del gruppo “saranno una forte arma con cui contrastare i terroristi e le loro bugie. I fedeli lo capiranno, perché ogni nostra parola, a differenza di chi predica l’odio, sarà accompagnata da precisi riferimenti ai testi sacri”.

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