Manila (AsiaNews) Per la festa di Nostra Signora di Guadalupe, il 12 dicembre, molti filippini cattolici si sono dati appuntamento nella cattedrale di Manila per celebrare una messa di intercessione in attesa del varo di una legge anti-famiglia e favorevole all'aborto. La legge è attualmente in revisione al Congresso. Alla concelebrazione partecipano mons. Gaudencio Rosales, nuovo arcivescovo di Manila; mons. Paciano Aniceto, arcivescovo di Pampanga; mons. Francisco San Diego, arcivescovo di Pasig e l'ordinario militare mons. Ramon Arguelles. Sarà presente anche mons. Robert Mallari, segretario esecutivo della Commissione Vita e Famiglia della Conferenza Episcopale Filippina.
Dopo la messa, i cattolici sono pronti a lanciare una nuova organizzazione, l'Armada (acronimo "Mary's Army Against Death and Abortion", l'esercito di Maria contro la morte e l'aborto"). L'Armada serve a sensibilizzare il resto del mondo sulle leggi anti-vita che stanno per essere varate nelle Filippine. L'organismo è sostenuto da molte famiglie e movimenti per la vita, che manifestano il ruolo della Chiesa e dei fedeli nell'impegno in difesa della vita e della famiglia.
Le tre leggi contro la vita e la famiglia, attualmente in revisione, sono: la legge sul controllo della popolazione (detta "per lo sviluppo e l'integrazione"); una legge anti-discriminatoria verso i gay; una legge sui diritti alle cure riproduttive.
Secondo l'Armada quest'ultima danneggerà la salute delle donne perché rende istituzionale i "diritti sessuali" degli adolescenti e il servizio abortivo dei consultori familiari, senza il consenso dei genitori. La legge impone anche multe fino a 20 mila pesos o detenzione da 1 a 6 mesi per coloro che vanno contro questa legge, inclusi terzi. I "terzi" sono l'altro coniuge, i parenti, gli insegnanti, che non avranno possibilità di intervenire sulla scelta della donna, anche se adolescente. Secondo l'Armada queste misure minano i diritti costituzionali di parenti e famiglie
La legge "Per lo sviluppo e l'integrazione della popolazione" contiene termini molto controversi quali "servizi di salute riproduttiva" e "diritti riproduttivi". Anche il Vaticano, come pure l'attuale amministrazione USA hanno riconosciuto che dietro questi termini si nasconde la promozione dell'aborto. Tali termini sono sempre più comuni nei documenti ONU, dai tempi della Conferenza sulla Popolazione, tenutasi al Cairo nel 1994. (SE).










