Portavoce militare filippino: Vagni è nascosto “in un rifugio”, presto libero

Il volontario della Croce rossa internazionale non è più nelle mani dei sequestratori in fuga dall’esercito. Le operazioni di soccorso ostacolate dalla precarie condizioni dell’ostaggio, che soffre di ernia e fatica a camminare. Lo scorso 8 maggio ha parlato per la seconda volta con i familiari in Italia.

di Santosh Digal

Manila (AsiaNews) – Eugenio Vagni, da quattro mesi nelle mani di Abu Sayyaf, si trova in un rifugio dei ribelli e potrebbe essere “liberato a breve”. Lo afferma il tenente colonnello Romeo Brawner Jr., capo dell’Ufficio degli affari pubblici dell’esercito, secondo il quale i militari a Sulu, nel sud delle Filippine, hanno stretto un cerchio attorno al nascondiglio dei rapitori.

 

Il portavoce militare spiega che l’operatore della Croce rossa internazionale “non è più nelle mani del gruppo dei ribelli in fuga”, ma sarebbe nascosto “in un rifugio” e potrebbe essere liberato “in breve tempo”. Eugenio Vagni, 62 anni, è stato rapito il 15 gennaio scorso insieme allo svizzero Andreas Notter, rilasciato il 18 aprile, e alla filippina Mary Jean Lacaba, il primo ostaggio liberato dai sequestratori (2 aprile). Il portavoce dell’esercito spiega che le operazioni militari sono ostacolate dalle condizioni di salute dell’ostaggio, che soffre di ernia e fatica a camminare.  

 

Il tenente colonnello Edgard Arevalo chiarisce che, durante le operazioni di accerchiamento dell’esercito, spesso i rapitori abbandonano gli ostaggi; le precarie condizioni di salute di Vagni, tuttavia, rendono impossibile una fuga a piedi. Brawner aggiunge che “la sicurezza dell’ostaggio è prioritaria” e non verranno condotte operazioni che ne mettano a rischio la salute. L’8 maggio scorso Eugenio Vagni ha parlato per la seconda volta al telefono con i familiari in Italia. “Una buona notizia”, conclude il portavoce militare.

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