Sacerdote filippino: contro la violenza dello Stato islamico, giovani "agenti di pace" sul web

Il segretario esecutivo CBCP-ECY ricorda che è compito delle nuove generazioni promuovere una cultura del rispetto e del dialogo in rete e nella vita reale. Essi devono creare un ambiente sociale "più favorevole" a pace e armonia, isolare le "ideologie estremiste". Una risposta all'uso criminoso dei social da parte dei jihadisti.

Manila (AsiaNews/Cbcp) - La Commissione episcopale per la pastorale giovanile (Ecy) della Conferenza dei vescovi filippini /Cbcp) invita i giovani del Paese, in particolare quanti hanno dimestichezza con computer, internet e social network, a essere "agenti di pace" sul web. A loro tocca infatti il compito di coltivare e promuovere una cultura del rispetto e del dialogo tanto in rete, quanto nella vita reale di tutti i giorni. Un atteggiamento diverso rispetto a quanti, lo Stato islamico su tutti, sfrutta le potenzialità del web per una propaganda violenta e criminale.

Interpellato da Radyo Veritas il segretario esecutivo CBCP-ECY p. Conegundo B. Garganta conferma che i giovani devono fare la loro parte nel creare un ambiente sociale "più favorevole" alla pace e all'armonia, mettendo da parte le "ideologie estremiste". Egli sottolinea che i social media sono uno strumento utile per tutti nel diffondere politiche e attività a favore della vita e della solidarietà umana.

La difesa della vita e della famiglia, il sostegno a programmi e iniziative volte alla loro difesa e tutela, spiega il sacerdote, riguardano anche gli adulti, anch'essi chiamati a "proteggere i valori cristiani" e sostenere quanti "lottano per l'unità e la pace" nel mondo.

Una risposta, quella di p. Garganta, all'uso che dei social e della rete viene invece fatto dai jihadisti dello Stato islamico, che sfruttano il web per la loro propaganda terrorista e criminale, attirando in particolare i giovani. Fin dall'inizio, infatti, il movimento terrorista di al-Baghdadi ha sfruttato le moderne tecnologie per raggiungere militanti in Europa, Canada, Stati Uniti e Australia.

Da tempo internet e nuovi media sono al centro dell'attenzione dei vescovi filippini, che hanno individuato nella rete potenzialità e risorse per sostenere il cammino di evangelizzazione. In particolare, i vescovi hanno individuato nei social network come Facebook o Twitter un "raggiungere ed essere raggiunti con più facilità dai giovani e da tutti coloro che hanno difficoltà a organizzare un incontro personale ma lo stesso vogliono imparare".

 

 

 

 

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