Volontari cattolici nelle carceri per tener viva la speranza

Catechismo, momenti di ascolto e attività professionali per i detenuti. Una guida spirituale e pratica per il loro reinserimento nella società.

di Santosh Digal

Urdaneta City (AsiaNews) – Nel carcere di Urdaneta a nord di Manila, oltre 300 detenuti sono “affamati di una guida spirituale”. È quanto afferma suor Mary Audrey Bejer, benedettina responsabile per la diocesi di Urdaneta del servizio di cappellania nelle carceri, organizzato dalla Episcopal Comission of Prison Pastoral Care (Ecppc).      

“Il nostro lavoro è quello di ascoltare le sofferenze dei detenuti e conservare la fiamma della speranza nel loro cuore malgrado il dolore e le avversità subite durante il periodo di detenzione”. Racconta suor Bejer, aggiungendo che “questa è la grazia di Dio che opera nelle loro vite. I carcerati amano e vedono la mano del Signore che ancora li ama e si prende cura di loro.”

Suor Bejer visita il carcere due volte a settimana insieme a un gruppo di volontari, che comprende preti laici e religiose. Durante queste giornate, che iniziano con la celebrazione della messa, essi offrono ai carcerati lezioni di catechismo, momenti di ascolto e preghiera. Inoltre i volontari, attraverso corsi professionali,  aiutano i detenuti al reinserimento nella società una volta terminata la pena.

“Sono felice di poter servire Dio attraverso questo lavoro”, dice suor Bejer, “poiché posso vedere in ciascuno dei carcerati il volto sofferente di Gesù, mentre ascolto le loro avversità e dolori”. La religiosa conclude affermando che ”ciò che io e gli altri volontari tentiamo di fare è mostrare la compassione di Dio attraverso piccole opere di amore. La Chiesa dice che i peccatori devono essere amati mentre sono i peccati da essi commessi a essere condannati”.     

Nelle Filippine, dove l’87% della popolazione è battezzata, la Chiesa ha un ruolo fondamentale nella cura dei carcerati. Nonostante ciò i cappellani a tempo pieno, impiegati negli istituti di pena  e con regolare retribuzione, sono solo 17 . Questi cappellani ufficiali riescono a malapena a svolgere il lavoro spirituale. I volontari dell’Ecppc offrono oltre a servizi di arricchimento spirituale e professionale anche un’assistenza legale gratuita per coloro che non possono permetterselo. In questo modo accelerano il rilascio nel caso di detenuti reputati innocenti o in attesa di processo, spesso mantenuti in cella solo a scopo preventivo e privi di assistenza. Ciascuna diocesi è poi in stretto contatto con le autorità degli istituti, con il fine di migliorare le condizioni di vitto e alloggio presenti nelle carceri, dove spesso sono ammassati in uno spazio di 30mq dai 40 ai 50 detenuti.

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