A Sumatra non si cercano più le vittime sotto il fango

Fermate le ricerche per timori di epidemie. Sotto le macerie potrebbero esservi ancora migliaia di corpi. Qualche piccolo segnale di ripresa: riaprono negozi e scuole. Mancano mezzi per curare le migliaia di feriti.

Jakarta (AsiaNews) – Le autorità del West Sumatra hanno deciso di abbandonare le operazioni per il recupero dei corpi delle vittime del terremoto, nel tentativo di bloccare possibili diffusioni di malattie. Ieri pomeriggio, dopo una mattinata di piogge torrenziali, le squadre di soccorso hanno continuato a scavare, recuperando corpi senza vita. Con ogni probabilità migliaia di persone rimangono sotto il fango e le rovine degli edifici crollati in seguito al terremoto di magnitudo 7.6 del 30 settembre scorso.

Vi sono differenze nella stima delle vittime. Il governo indonesiano afferma che per ora vi sono 588 morti e 343 dispersi. Ma alcune personalità sempre del governo pensano che vi siano ancora migliaia di corpi intrappolati sotto le macerie. L’Onu ha espresso l’opinione che le vittime possono giungere fino a 4 mila.

Intanto a Padang comincia a riaprire qualche negozio. Anche le scuole sono riaperte, ma sotto le tende, per aiutare i bambini a superare lo shock del terremoto. L’elettricità ora funziona al 60%; non vi è più crisi di carburante, ma manca acqua potabile.

Le peggiori carenze sono nella cura dei feriti. Oltre al loro grande numero, mancano sale operatorie e chirurghi. La maggior parte dei feriti ha fratture, ma mancano antibiotici, ossigeno, strumenti ortopedici e anestetici.

 

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