Aceh: ulema contro spettacoli di intrattenimento negli hotel e strutture pubbliche

Per i leader islamici i “luoghi di divertimento” si possono trasformare in centri per la pratica della prostituzione. Il bando comprende anche “karaoke e discoteche”. Il sesso a pagamento, fenomeno che riguarda sempre più giovani. Sotto osservazione anche il web e gli internet café, luoghi di potenziale “minaccia” per la morale.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - Hotel, alberghi e tutte le strutture pubbliche della provincia di Aceh non dovranno allestire programmi di intrattenimento o spettacoli dal vivo per i propri ospiti e per il pubblico esterno. Lo hanno chiesto i gruppi fondamentalisti islamici locali, sottolineando che i cosiddetti "luoghi di divertimento" possono con molta facilità trasformarsi in centri per il sesso a pagamento.

In Indonesia è prassi consolidata negli hotel o nei locali offrire attrazioni quali karaoke, mini-bar o musica dal vivo; tuttavia, questi luoghi diventano anche un facile punto di incontro fra clienti e prostitute. Da qui il divieto imposto dagli ulema della sola provincia dell'arcipelago in cui vige la legge islamica: "I karaoke e le discoteche - afferma Tengku Faisal Ali, leader musulmano di Banda Aceh - non saranno ammessi in nessun albergo o spazio pubblico di Aceh". 

Dietro la richiesta dei vertici religiosi islamici, vi è il fenomeno crescente della prostituzione - in particolare fra le giovanissime - nella provincia di Aceh. Gli ulema allargano la loro attenzione anche al web e agli internet café, individuati come luoghi di potenziale "minaccia" per la morale e il costume tradizionale. 

In alcune aree dell'arcipelago indonesiano, nazione musulmana più popolosa al mondo, l'influenza dell'islam radicale si fa sempre più marcata, così come gli episodi di violenza o intolleranza verso le altre fedi. In particolare, nella provincia di Aceh - unica nell'Arcipelago - vige la sharia in seguito a un accordo di pace fra governo centrale e Movimento per la liberazione di Aceh (Gam); essa ha comportato una ulteriore restrizione ai costumi e pesanti punizioni per chi contravviene alle norme. Il rispetto delle regole è inoltre assicurato dalla presenza per le strade della "polizia della morale", un corpo speciale che reprime le violazioni al costume. 

Un giro di vite che è coinciso con l'ascesa al potere del governatore Zaini Abdullah, ex leader dell'indipendenza armata oggi dedito alla politica. Tuttavia la scelta di inasprire leggi, regolamenti, norme e comportamenti non ha incontrato i favori di una larga fetta della popolazione locale, costretta a modificare in modo repentino abitudini e costumi radicati nel tempo. Fra le decisioni contestate dai cittadini di Aceh, vi sono tutta una serie di divieti rivolti in particolare alle donne: indossare jeans e gonne attillate, viaggiare cavalcioni a bordo di motocicli, ballare in pubblico perché "alimentano il desiderio". 

 

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