Denpasar (AsiaNews) – Le autorità indonesiane hanno disposto l’evacuazione di 1.259 persone a Karangasem, temendo l’imminente eruzione del Monte Agung (foto 2), la vetta più alta nell’isola di Bali. Questa è una delle misure preventive per il piano di emergenza. Le agenzie governative invitano abitanti e turisti ad evitare qualsiasi attività nei pressi del vulcano e in tutte le aree entro un raggio di 6 km dal suo picco.
Lo scorso 19 settembre, l’Agenzia nazionale di mitigazione dei disastri (Bnpb) ha dichiarato che il livello di allerta del Monte Agung è salito a siaga (allerta 3), a seguito di un aumento dell'attività vulcanica. Nello stesso giorno, i rilevatori dei vulcanologi indonesiani hanno registrato 427 episodi di tremori vulcanici. “L'epicentro – ha dichiarato un addetto ai rilevamenti – si trova a 2 km dalla superficie e la profondità del magma è di soli 5 km; di conseguenza, tutte le persone devono rimanere vigili”.
Il Monte Agung, con i suoi 3.142 metri di altezza, è una delle maggiori attrazioni dell’isola di Bali. È credenza delle popolazioni locali che il vulcano, chiamato Gunung Agung, sia una replica del Monte Meru, asse centrale dell’universo. La leggenda narra che il vulcano ne sia un frammento, portato a Bali dai primi induisti. Sulle pendici del vulcano si trova il Pura Besakih (foto 3 e 4), il tempio più importante, più grande e più sacro della religione indù a Bali.
L’ultima eruzione del Monte Agung è avvenuta nel 1963, quando la lava uscita dal cratere danneggiò diversi villaggi vicini, causando la morte di circa 1.100 persone.










