Chiesa indonesiana: Formazione e caritativa, essenziali nel cammino di catecumenato

I cattolici sono un modello nella società indonesiana. Un punto di riferimento che alimenta il desiderio di conversione fra quanti cercano “uno stile di vita migliore”. Tuttavia, per i sacerdoti è essenziale approfondire il percorso di fede prima di ricevere il sacramento. Allo studio dei testi si affiancano attività verso poveri e malati.

Jakarta (AsiaNews) - I cattolici rappresentano un modello in molte aree e settori della società indonesiana; il loro stile di vita, l’approccio alla quotidianità e alle sfide della modernità diventano un punto di riferimento che spinge molti altri a incontrare il cristianesimo e decidere di convertirsi. Tuttavia, in alcuni casi la richiesta di farsi battezzare o fare il proprio ingresso nella Chiesa è frutto di una scelta che non è maturata nel profondo, quanto piuttosto alla volontà di “seguire la fede del coniuge” o “cercare uno stile di vita migliore”. Ecco perché diversi sacerdoti come p. Titus Budiyanto, parroco a Bupul Kampung, una cittadina a circa 200 km da Merauke, capoluogo della provincia di Papua, ha deciso di promuovere corsi per approfondire la fede e ponderare con attenzione la scelta della conversione.

Una vita migliore o seguire la religione della moglie o del marito non sono ragioni sufficienti, spiega ad AsiaNews il sacerdote, per questo andiamo alla ricerca di motivazioni più profonde, meditate e approfondite. Ed è anche questo il motivo per cui, in occasione della Pasqua, non si sono celebrati battesimi nella parrocchia di Cristo Re a Bupul Kampung, a fronte di decine di catecumeni. 

In Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, i cattolici sono una piccola minoranza composta da circa sette milioni di persone, pari al 3% circa della popolazione, ma costituiscono in molti casi un esempio anche fra i non cristiani. Da qui l’interesse e la curiosità che nascono attorno alla fede cattolica fra i cittadini. Tuttavia, quanti desiderano davvero convertirsi, racconta p. Budiyanto, “devono seguire un percorso regolare” che è fatto da una verifica “di almeno sei mesi” e di studio della fede e della dottrina. 

A questo si aggiungono anche attività di caritativa e volontariato a favore di poveri e malati. Nel sotto-distretto di Kwell, compreso nella parrocchia di Cristo Re, vi sono “34 catecumeni e altri 28 che si preparano per la prima comunione” racconta il sacerdote. Essi stanno affrontando un percorso di formazione “della durata di sei mesi”, che finirà “a giugno e il battesimo sarà celebrato al termine del corso”. “Facciamo anche delle visite regolari - conclude - ai lebbrosi e ai disabili”. 

Nella parrocchia di Medari, a Yogyakarta, p. Dadang Hermawan racconta che a Pasqua sette persone sono state battezzate. Si tratta di bambini fra gli otto e i 10 anni, che hanno ricevuto il sacramento al termine di un percorso di formazione durato sei mesi. Per alcuni il ritardo nel battesimo è dovuto al fatto che sono figli di coppie miste, in cui solo uno dei due genitori è di fede cattolica. Vi è poi l’esempio di una famiglia per anni agnostica, che solo dopo un lungo cammino - spiega p. Hermawa - ha deciso di “tornare alla fede cattolica”. 

Infine a Purwokerto (Java centrale), nella parrocchia della cattedrale, p. Ary Setyawan riferisce che di recente 36 adulti sono stati battezzati, cinque protestanti hanno fatto il loro ingresso nella Chiesa cattolica e una persona ha ricevuto la prima comunione.(MH)

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