Dopo gli attentati di Surabaya, Jakarta approva la nuova legge antiterrorismo

Chiunque sia sospettato, può esser posto in stato di fermo senza accusa per un massimo di 21 giorni. La detenzione prima del processo è estesa da 180 a 290 giorni. Numerose le disposizioni su repressione e prevenzione, inclusa una base legale per imputare i militanti dell’Is di ritorno da Iraq e Siria.

di Paolo Fossati

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – A quasi due settimane di distanza dagli attentati alle chiese cristiane di Surabaya (East Java) e dopo anni di discussione, il parlamento indonesiano ha approvato una revisione della legge sul terrorismo. Essa sostituisce la vigente norma, in vigore dal 2003, e consente alle autorità di effettuare arresti preventivi e detenere sospetti terroristi più a lungo, basandosi solo su indizi.

Chiunque sia sospettato di pianificare un attacco terroristico, può ora esser posto in stato di fermo senza accusa per un massimo di 21 giorni. Il provvedimento estende l'attuale limite di sette giorni. In passato, ciò aveva spesso costretto gli investigatori della polizia a rilasciare i sospetti mentre erano ancora in corso le indagini e la formulazione delle accuse, prima di una detenzione definitiva. Essa è ora estesa da 180 a 290 giorni, 200 dei quali saranno assegnati agli investigatori per preparare un fascicolo di indagine. Ai pubblici ministeri ne saranno concessi 90 per preparare un'accusa da presentare in tribunale. La nuova normativa fa parte degli ampi cambiamenti alla legge antiterrorismo indonesiana, che il presidente Joko Widodo ha proposto all'inizio del 2016. La delibera è stata accelerata dopo gli attentati suicidi del 13 maggio contro la comunità cristiana del capoluogo di East Java, compiuti da militanti di Jamaah Ansharud Daulah (Jad) e rivendicati dallo Stato islamico (Is).

La nuova legge punisce chiunque sia membro di un gruppo dichiarato “organizzazione terroristica” da un tribunale, anche se la persona non ha compiuto un atto concreto di pianificazione, né ha lanciato un attacco. “Chiunque sia un membro o recluti altre persone – stabilisce la normativa – rischia un minimo di due ed un massimo di sette anni di carcere. Fondatori, dirigenti, funzionari o chiunque controlli l'organizzazione un minimo di tre ed un massimo di 12 anni”. Il testo approvato include infine numerose disposizioni sulla repressione e prevenzione del terrorismo, inclusa una base legale per imputare i militanti dell’Is di ritorno da Iraq e Siria.

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