Il volto del moderato islam d’Indonesia candidato al Nobel per la Pace

Nahdlatul Ulama e Muhammadiyah sono le principali organizzazioni islamiche del Paese. Esse sono cruciali per arginare la marea dell'estremismo religioso. P. Franz Magnis-Suseno, filosofo e sacerdote: “Grazie a loro tolleranza, pace e stabilità”.

di Paolo Fossati

Jakarta (AsiaNews/Agenzie) – I migliori studiosi indonesiani sostengono la candidatura di Nahdlatul Ulama (Nu) e Muhammadiyah – le due maggiori organizzazioni islamiche moderate d’Indonesia – al Nobel per la pace, affermando che i due gruppi hanno svolto un ruolo chiave nel promuovere la tolleranza religiosa.

Il noto filosofo e sacerdote cattolico p. Franz Magnis-Suseno (foto 2) riconosce che le due istituzioni hanno contribuito a plasmare il volto dell'islam indonesiano. “Questo è completamente diverso da quello che gli estremisti stanno cercando di ritrarre”, afferma. Due giorni fa, p. Magnis-Suseno era tra i partecipanti alla conferenza “Challenging Islamic Extremism in Indonesia” (Combattere l’estremismo islamico in Indonesia). L’evento ha avuto luogo ad Oslo (Norvegia) ed è stato organizzato dall'ambasciata della Repubblica d’Indonesia e dal Peace Research Institute (Prio), ente con sede nella capitale norvegese.

Il sacerdote aggiunge che entrambi i gruppi, costituiti prima dell'indipendenza, hanno avuto un ruolo fondamentale nella costruzione della nazione. “È grazie loro atteggiamento che l'islam indonesiano è rimasto moderato; che gli indonesiani godono di pace interna; che l'Indonesia è un importante fattore stabilizzante nel Sud-est asiatico e nel mondo”, dichiara.

Tra i partecipanti al seminario di Oslo vi erano decine di accademici, ambasciatori, funzionari governativi, rappresentanti di organizzazioni civili norvegesi, nonché il presidente del Comitato esecutivo di Nu, Marsudi Syuhud, ed il segretario generale Muhammadiyah, Abdul Mu'ti. L'evento è stato agevolato dal Centro di studi strategici e internazionali (Csis) di Jakarta e dal Wahid Institute.

L'ambasciatore indonesiano in Norvegia, Todung Mulya Lubis, sottolinea che il Paese sta assistendo all'emergere dell'estremismo religioso. “Tale fondamentalismo – spiega – viene da oltre i confini nazionali e si è diffuso come un effetto alla globalizzazione. Qualora tali idee si radicassero nel popolo indonesiano, esploderebbero i conflitti religiosi ed il Paese di fatto scomparirebbe. L'Indonesia sarebbe distrutta, proprio come la Siria”. Lubis sostiene che NU e Muhammadiyah, in quanto “spina dorsale” dell'islam moderato in Indonesia, sono cruciali per arginare la marea dell'estremismo religioso.

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