In carcere il capo della Commissione anti-corruzione indagato per omicidio

La polizia conferma l’accusa a Antasari Azhar. All’origine dell’omicidio una questione sentimentale. Coinvolti anche il padrone del quotidiano Jakarta Merdeka e un ex capo della polizia della capitale. Avrebbero organizzato l’assassinio materiale dell’uomo d’affari Nazruddin Zulkarnaen.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - Accusa confermata e custodia cautelare per Antasari Azhar, capo della Commissione anti-corruzione (Kpk, Komisi Pemberantasan Korupsi), indagato per l’omicidio di Nazruddin Zulkarnaen, uomo d’affari ucciso lo scorso marzo da alcuni killer mentre era a bordo della sua macchina a Tangerang.

 

Insieme ad Azhar (al centro nella foto) sono indagati anche Sigid Haryo Wibisono, padrone del quotidiano di Jakarta Merdeka, e Wiliardi Wizard, ex capo della polizia di Jakarta Sud. I due sarebbero coinvolti in quanto amici di Azhar con il quale avrebbero ordito l’assassinio. Secondo l’accusa Wizard avrebbe contattato i sicari, Wibisono avrebbe provveduto al pagamento. A spingere i tre ad uccidere l’amministratore delegato della PT Rajawali Putra Banjaran, sarebbe stata una questione sentimentale: vittima e assassino avrebbero intrattenuto una relazione con una giovane di 22 anni.

 

Già il 1° maggio, quando era stata diffusa la notizia del coinvolgimento nell’omicidio di Azhar, il Paese era rimasto scioccato. Ora la conferma dell’accusa e il provvedimento di custodia aumentano lo sbigottimento e l’imbarazzo. Il Capo della Kpk è una delle personalità più stimate nel panorama politico del Paese ed è l’uomo a cui il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha affidato l’incarico di combattere la piaga della corruzione.

 

Azhar nega ogni accusa e conferma la sua amicizia con Zulkarnaen con il quale afferma di essere stato in contatto anche per delle indagini su casi di corruzione nel gruppo Rajawali Nusantara Indonesia, di cui la finanziaria PT Rajawali Putra Banjaran fa parte.

 

La corruzione in Indonesia è un fenomeno dilagante. Secondo l’organizzazione non governativa Transparency International il Paese è uno degli Stati più corrotti al mondo con una situazione di illegalità diffusa che lo avvicina a casi considerati limite come lo Zimbabwe.

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