Jakarta (AsiaNews) - L’Indonesia alza il livello di guardia contro il terrorismo di matrice islamica, schiera 40 mila soldati nei villaggi del Paese e lancia un'allerta di 24 ore per il Badan Intelijen Negara (Bin), i servizi di intelligence indonesiani.
Il presidente Susilo Bambang Yudhoyono ha annunciato ieri la nuova operazione. Parlando dal palazzo presidenziale, si è rivolto in teleconferenza ai responsabili dei governi locali e alle forze di esercito e polizia dislocate nel Paese. Ha chiesto loro totale collaborazione e manifestato il suo “disappunto per la notizia che alcune autorità locali ignorano la gravità del problema e preferiscono non affrontarlo”.
Il capo dello Stato afferma che il ricorso all’uso massiccio dei militari ed il maggior coinvolgimento dei servizi è ormai imprescindibile per combattere “il principale nemico al Paese costituito dal terrorismo”. Le autorità di Jakarta considerano insufficienti le sole forze di polizia per garantire il controllo dei gruppi fondamentalisti e garantire la sicurezza nel Paese.
All’incontro con Yudhoyono erano presenti tutte le più alte cariche del governo insieme al generale Djoko Santoso, capo di stato maggiore dell’esercito, e al generale Bambang Hendarso Danuri capo della polizia.
Secondo alcuni commentatori il presidente vuole mostrare il pugno di ferro per rispondere alle accuse di indecisione e insicurezza davanti alla minaccia terroristica, rinfocolate dai recenti attacchi ai due hotel di Jakarta di metà luglio.
La scelta di allertare il Bin e di coinvolgere nella nuova operazione anche gli ufficiali della cosiddetta Babinsa, le unità di intelligence che operano nei villaggi, è criticata però dagli attivisti per i diritti civili e dalle ong. Esse temono che le nuove disposizioni servano in realtà a controllare la vita pubblica nel suo complesso rieditando un sistema già usato nell’epoca di Suharto.
Per respingere il paragone tra lui ed il dittatore, Yudhoyono si è premurato di affermare che il dispiegamento di militari ed il ricorso ai servizi, soprattutto le unità della Babinsa, “non devono essere interpretate come un modo per ottenere benefici a favore del [mio] mandato governativo”.










