Indonesia blocca Temu: timore per il commercio locale e i dati degli utenti

Dopo TikTok Shop, stretta anche al colosso cinese approdato nel 2023 nel sud-est asiatico. Suo modello commerciale contrario alle norme indonesiane, per assenza di intermediari e distributori. A rischio le piccole e medie imprese. Il ministro Budi Arie Setiadi: spazio digitale renda "società più produttiva e redditizia".

Giacarta (AsiaNews/Agenzie) - L’Indonesia mantiene chiuse le porte al colosso globale dell’e-commerce Temu - gestito dalla società cinese PDD Holdings, proprietaria anche di Pinduoduo - approdato nel sud-est asiatico lo scorso anno, dapprima nelle Filippine e in Malaysia. Il timore manifestato dal ministro delle Comunicazioni e delle Tecnologie dell’informazione, Budi Arie Setiadi, è che possa soffocare le piccole e medie imprese del Paese. “Vogliamo che lo spazio digitale sia riempito di cose che rendono la società più produttiva e redditizia. Se è dannoso, che senso ha? Lo vieteremo”, ha dichiarato a Giacarta la scorsa settimana. 

Come dichiarato dal Direttore generale del commercio estero presso il Ministero del Commercio indonesiano, Isy Karim, a essere sotto attacco è anzitutto il modello commerciale di Temu, che consiste nel vendere i prodotti direttamente dalle fabbriche (per lo più cinesi) ai consumatori, attività contraria alle norme indonesiane che prevedono la presenza di un intermediario o di un distributore. La presa di posizione emerge dopo un periodo di osservazione da parte delle autorità. Come riportato dall'agenzia CNA, la questione è divenuta un tema caldo soprattutto a seguito della partecipazione della piattaforma online all’E-commerce Expo 2024, organizzata presso la Indonesia Convention Exhibition (ICE), area metropolitana di Giacarta, dal 24 al 25 settembre.

Prima di questa partecipazione Temu - attualmente disponibile in circa 60 Paesi - aveva tentato tre volte di registrarsi per operare in Indonesia, già dal settembre 2022. Allora aveva contattato il Ministero della Legge e dei Diritti Umani per registrare il suo marchio, poi respinta perché esisteva già un’azienda che utilizzava il nome.

Nell'ottobre dello scorso anno, la stretta sull’e-commerce in Indonesia aveva riguardato anche TikTok Shop, il servizio di vendita online offerto dal celebre social network cinese, giustificata sempre con la necessità di proteggere gli operatori online locali, i piccoli commercianti e i dati degli utenti. A gennaio, però, il gigante dei video di breve durata ha acquistato una partecipazione del 75% nell'operatore indonesiano di e-commerce Tokopedia, affiliata alla holding GoTo, segnando così il suo rientro nel mercato. Prima di instaurare tale partnership strategica, a TikTok Shop Indonesia era stato dato un ultimatum di una settimana per diventare un'app autonoma e separarsi dall'app principale. "La nostra priorità è rimanere conformi alle leggi e ai regolamenti locali. Pertanto, non faciliteremo più le transazioni di e-commerce in TikTok Shop Indonesia", aveva dichiarato la società.

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