Jakarta (AsiaNews/Jp) - Il Gam (Movimento per l'indipendenza di Aceh libera) ha cominciato oggi la consegna delle armi agli osservatori internazionali, in esecuzione di quanto stabilito dall'accordo di pace che chiude uno dei conflitti più lunghi dell'Asia: oltre 15 mila morti in un trentennio. Ieri, intanto, circa 1.300 poliziotti indonesiani hanno lasciato la provincia,
La consegna delle armi e il ritiro delle forze indonesiane sono due delle parti fondamentali dell'accordo firmato a Helsinki il 15 agosto scorso.
Il comandante della polizia nazionale Gen. Sutanto ha dichiarato che "entrambe le parti vogliono con forza terminare il conflitto". L'accordo faciliterà anche la ricostruzione delle aree danneggiate dallo tsunami.
La rimozione delle truppe e la simultanea consegna delle armi avverrà entro la fine dell'anno in 4 fasi diverse sotto il controllo di osservatori europei e del sud est asiatico.
Attualmente ad Aceh sono presenti più di 30 mila soldati e 15 mila poliziotti. Secondo il trattato una volta ultimato il ritiro rimarranno nella regione 14.700 soldati e 9.100 poliziotti. Verranno invece consegnati e distrutti 840 armi; 210 armi da fuoco verranno consegnate nei prossimi 3 giorni.
Solo il mancato ritiro delle truppe o una consegna di armi inferiore a quella prevista potrebbe far saltare gli accordi.
Nonostante Jakarta abbia dichiarato di trovarsi d'accordo con il numero di armi segnalato, responsabili della Camera dei rappresentanti e dell'intelligence nazionale si sono incontrati in una Commissione a porte chiuse ed hanno rilevato che il quantitativo di armi possedute dai ribelli potrebbe essere il doppio di quello dichiarato.
Yuddy Chrisnandi, componente della Camera dei rappresentanti, ha dichiarato: "Dubitiamo circa la veridicità delle cifre dichiarate. Per questo abbiamo chiesto un piano di emergenza". La proposta della Commissione è di autorizzare ispezioni incrociate dopo la consegna delle armi ed il ritiro delle truppe. "Per esempio continua Yuddy Chrisnandi potremmo avere libero accesso nei campi base del Gam per verificare se ci sono ulteriori armi, e il Gam potrebbe avere libero accesso nelle nostre basi militari".
Il portavoce degli ex ribelli, Irwandi Yusuf, ha dichiarato di provare "sentimenti contrastanti" perché "dobbiamo distaccarci dai nostri eroi, i difensori della nostra dignità, della nostra gente e della nostra terra".










