Infrastrutture, uomini e soldi stranieri: l’Indonesian Vision del presidente Widodo

Il leader indonesiano, assieme al suo vice, ha illustrato il piano di sviluppo del Paese per i prossimi anni. Fra le priorità, la lotta alla corruzione e alla burocrazia che bloccano lo sviluppo e le imprese. Pancasila e unità nella diversità i valori sui quali fondare la ripresa. Tolleranza zero contro quanti fomentano odio e divisioni.

di Dario Salvi

Jakarta (AsiaNews) - Sviluppo infrastrutturale, rafforzamento del valore etico del capitale umano e investimenti stranieri per creare maggiori opportunità di lavoro: sono questi i tre punti su cui si fonda il piano di crescita per il Paese ribattezzato “Indonesian Vision” e illustrato nei giorni scorsi dal presidente Joko Widodo e dal suo vice Ma’aruf Amin, durante un incontro a Sentul, città del distretto di Bogor nel West Java. 

Per il leader della nazione musulmana più popolosa al mondo, in una prospettiva di crescita e sviluppo sono essenziali alcuni “passi” da compiere in termini sviluppo umano, etica nel lavoro ed efficienza dell’amministrazione pubblica. 

Il primo punto da affrontare, avverte, è lo sviluppo infrastrutturale, il cui programma di crescita subirà “una accelerazione di gran lunga maggiore” rispetto a quanto previsto in un primo momento. In primis per quanto concerne strade, aeroporti e porti, cui si aggiunge una maggiore interazione fra le piccole e medie imprese locali. “Questo è il nostro obiettivo - avverte Widodo - e in questo senso dobbiamo operare”. 

Altra sfida chiave è lo “sviluppo del capitale umano”, fondamentale per cambiare “l’etica nel lavoro” soprattutto per quanto concerne “la burocrazia” in sede di governo e dell’amministrazione pubblica. “Un servizio rapido ed efficace - prosegue il presidente - dovrebbe essere il nostro modo di agire”. Egli annuncia al contempo misure drastiche contro agenzie poco produttive o con un atteggiamento poco consono verso il pubblico. 

Il terzo e ultimo punto riguarda gli investimenti esteri, per creare nuovi posti di lavoro. Senza paura di alimentare il fenomeno della corruzione e delle mazzette, per agevolare l’avvio di imprese e attività. “Chiunque creerà ostacoli - avverte Widodo - non rispettando il principio etico del lavoro, sarà colpito con forza”. E, in questo senso, è “urgente” una riforma della burocrazia. 

Rivolgendosi ai propri concittadini, il capo dello Stato chiede di “cambiare mentalità”, promuovere una maggiore attitudine al servizio, controllando “il budget” e usandolo “in maniera appropriata perché rende il più possibile”. Il nostro sogno comune, sottolinea, si potrà avverare solo se “siamo uniti come nazione” composta da 17mila isole e 267 milioni di abitanti. 

Una unità che si fonda sui Pancasila, i principi ispiratori dello Stato, e anche quanti sono all’opposizione devono esprimere le loro idee astenendosi da discorsi di odio e violenza. “Non avrò tolleranza alcuna - assicura - contro quanti si oppongono al Pancasila. Non ci sarà nessuno che potrà mettere in dubbio il valore ‘dell’unità nella diversità’ [Bhinneka Tunggal Ika]”, in una nazione che registra violenze contro cristiani, musulmani (sciiti) e ahmadi. Nel mirino del presidente quanti fomentano l’odio e le divisioni su base etnica, religiosa e confessionale, minando alla base “l’armonia e il bene” comune. Perché, conclude, “tutti sono uguali davanti alla legge”.

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