Jakarta (AsiaNews) – Si è aperta in modo ufficiale la campagna elettorale per il posto di governatore di Jakarta, ruolo chiave nel panorama politico indonesiano. Il voto si terrà nel luglio 2017 e la prima notizia è la ricandidatura di Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama, governatore in carica, cristiano di etnia cinese. Egli è sostenuto dal Democratic Party Sytruggle (Pdip) e dal Golkar (secondo maggiore partito del Paese), ma è avversato da numerosi esponenti dei partiti radicali islamici.
In prima linea contro il candidato cristiano si è schierato Amien Rais, leader musulmano ed ex-presidente del Consiglio nazionale del popolo indonesiano (Mpr). Egli ha attaccato Ahok per la sua discendenza cinese, per il suo essere “non qualificato” alla carica e per essere di fede cristiana.
Diversi analisti osservano che l’attuale governatore di Jakarta è diventato il “nemico comune” di tanti politici islamici a causa dell’importanza strategica sempre maggiore che la carica sta assumendo (predecessore di Ahok è stato l’attuale presidente Joko Widodo). Inoltre, a dare fastidio è l’ostinata lotta alla corruzione amministrativa che il politico porta avanti dalla sua elezione nel 2014. Le prime vittime del giro di vite sono stati i parlamentari disonesti che gonfiavano le richieste di finanziamenti pubblici per scopi privati.
Basuki “Ahok” Tjahaja Purnama è uno dei pochi leader politici indonesiani che lotta in prima fila per la libertà di coscienza. Lo scorso giugno si è opposto all’obbligo imposto alle studentesse di Jakarta di indossare il velo islamico. Nel luglio 2015 il governatore di Jakarta ha promosso una battaglia per i diritti civili della minoranza ahmadi, ritenuta eretica dalla maggioranza musulmana sunnita.
A competere con Ahok ci sarà Agus Harimurti Yudhoyono Jr., figlio dell’ex-presidente Susilo Bambang Yudhoyono. Egli, maggiore dell’esercito, dovrà abbandonare una promettente carriera militare, in palese contraddizione con quello che suo padre dichiarò nel 2009 rivolgendosi ai giovani indonesiani: “Sarebbe una cosa sbagliata se voi foste degli ufficiali dell’accademica militare ma poi, nel lungo periodo, vi candidaste per la carica di sindaco, di capo-distretto o governatore per altri motivi”.
Un altro candidato che promette battaglia è Sandiaga S. Uno, uomo d’affari molto popolare che ha scelto come vice l’ex ministro dell’Educazione, licenziato da Widodo lo scorso luglio.










