Jakarta: leader islamo-cristiani pregano per Benedetto XVI, papa emerito, e si impegnano per “fatti" di dialogo interreligioso

Personalità cristiane e musulmane da tutta l’Asia hanno partecipato a una tre giorni di incontri nella capitale indonesiana. Al centro della discussione il tema della “pace” e della “giustizia” nella regione. Una preghiera per Benedetto XVI, nel primo giorno del suo ritiro da “Papa emerito” a Castel Gandolfo.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - Una preghiera per Benedetto XVI e la decisione di passare "dalle parole ai fatti concreti", dalle buone intenzioni ai passi reali per affrontare il problema della violenza interconfessionale e del dialogo fra fedeli di religioni diverse. E rimettere al centro dell'agenda politica e sociale il tema "della pace e della giustizia nella regione". Sono gli elementi che hanno animato la tre giorni di conferenze islamo-cristiana, tenuta dal 27 febbraio al primo marzo a Jakarta. All'evento promosso dalla Conferenza degli studiosi islamici (Icis) e dall'episcopato locale (Kwi), assieme alla Federazione dei vescovi asiatici (Fabc) e alla Conferenza di cristiani dell'Asia, hanno partecipato 16 esperti e leader religiosi provenienti da tutto il continente.

Nel comunicato ufficiale diffuso al termine dei lavori, i rappresentanti islamo-cristiani sottolineano di essere "pienamente consapevoli" dell'impegno "morale" verso "i confratelli", per aiutarli a comprendere che "la religione è la via per esercitare la fede". Di contro, essa non deve prestarsi a strumentalizzazioni o divenire pretesto per attacchi personali e violenze.

Nei giorni che hanno preceduto la conferenza, non sono mancate osservazioni sui risultati sinora ottenuti dagli incontri interreligiosi; alcuni critici hanno parlato di appuntamenti "formali", che hanno troppo spesso il torto di non coinvolgere "le fazioni più estremiste", ma di rivolgersi solo a gruppi moderati. Altri puntano il dito contro il "proselitismo", che riguarda movimenti evangelici e fazioni estremiste islamiche; l'inevitabile contrasto fra le due forze causa "violenti conflitti".

Tuttavia, nel corso della tre giorni i partecipanti all'assemblea hanno anche lanciato un monito contro alcuni fra i molti "mali endemici" che colpiscono la nazione; su tutti la corruzione, unita alla questione dei migranti e ai maltrattamenti di cui spesso sono vittime.

Da ultimo, a nome di tutta l'assemblea dei partecipanti alla conferenza, il vescovo di Timika (reggenza di Mimika, provincia di Papua) mons. John Saklil ha rivolto un pensiero a papa Benedetto XVI; il prelato ha inoltre invitatogli astanti a pregare per il pontefice emerito nei primi giorni del suo ritiro a Castel Gandolfo, in attesa dell'elezione del nuovo successore di Pietro. 

 

 

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