Jakarta: tremano i grattacieli, ore di ansia dopo un altro terremoto

Ieri si è temuto un nuovo tsunami dopo quello che lunedì ha distrutto Pangandaran, ma l'allarme è stato ridimensionato; notte all'aperto per molti cittadini. Non cessano le polemiche sul funzionamento del sistema d'allerta anti-tsunami.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Migliaia di cittadini a Jakarta ieri sera hanno temuto il peggio. A soli tre giorni dallo tsunami a Java, la terra ha tremato di nuovo facendo scattare l'allarme - poi smentito - per un'altra onda anomala sulla tormentata isola indonesiana. La vicenda ha riacceso le polemiche sul funzionamento del sistema di allerta anti-tsunami nella zona, promesso dopo la tragedia del 26 dicembre 2004.

Il sima di ieri, 6,2 gradi sulla scala Richter, è stato registrato a 48 Km di profondità sottomarina, presso Sunda Bay, a ovest dalla capitale. La scossa si è fatta sentire con forza fino agli edifici più alti di Jakarta, dove la gente ha iniziato ad accalcarsi sulle uscite di emergenza dei grattacieli cittadini. Le strade del centro si sono subito riempite di persone in preda al panico. Elly, mamma di due bambini, riesce a malapena a raccontare la sua esperienza: "Sono esausta, abbiano cercato con tutte le forze di arrivare a terra dal 27esimo piano con l'ascensore d'emergenza". In molti nella capitale e nella vicina provincia di Banten hanno preferito passare la notte all'aperto.

L'Agenzia sismologica indonesiana ha immediatamente lanciato l'allarme tsunami per zone come Anyer Beach, Serang, Tangerang, Banten e Jakarta nord, tutte zone densamente popolate. Poco tempo dopo, l'Agenzia statunitense di allerta tsunami con sede alle Hawai ha ridimensionato i timori, spiegando che il maremoto era avvenuto troppo in profondità per scatenare nuove onde anomale.

Le polemiche su allarmi falsi o mancati non si placano dopo che il 17 luglio, come il 26 dicembre 2004, non si è riusciti ad evitare la tragedia. Onde altre tre metri, generate da un altro terremoto sottomarino, hanno distrutto le località turistiche di Cilacap e Pangandaran, nella parte meridionale di Java, uccidendo - ad oggi - 528 persone. Le Agenzie Usa e indonesiane avevano subito lanciato l'allerta, ma Jakarta ha ammesso di non essere stata in grado di far arrivare il messaggio alle coste e che comunque, anche se ci fosse riuscita, nella zona non c'erano allarmi né sirene. "Il nostro sistema non è in grado di lavorare adeguatamente", ha ammesso il ministro dei Trasporti Hatta Radjasa. E mentre alcuni chiedono le dimissioni dei funzionari responsabili della gestione disastri, c'è anche chi - come il ministro della Ricerca e della tecnologia, Kusmayanto - accusa i Paesi donatori per non aver portato a termine i progetti promessi anni fa. "La Germania – ricorda il ministro – aveva detto che in tre anni ci avrebbe fornito di 10 unità per l'allerta tsunami, e finora ne abbiamo viste solo due".

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