Java, seminaristi cattolici fanno "stage"in una comunità musulmana per rafforzare il dialogo

All’insegna dell’amicizia e della tolleranza, p. Robert Suraji Pr ha organizzato un corso di formazione dedicato a 22 futuri preti dello Java. L’iniziativa sostenuta a livello “materiale e morale” dalla Conferenza episcopale. I partecipanti trascorreranno qualche giorno in un “seminario” musulmano, per conoscere e incontrare le guide religiose del futuro.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - Seguendo l'ideale di società pluralista e multiconfessionale che ha ispirato la nascita dell'Indonesia, un sacerdote cattolico ha promosso un'iniziativa dedicata ai seminaristi per rafforzare lo spirito di "amicizia e tolleranza" verso i concittadini musulmani. L'arcipelago è stato spesso teatro di violenze interreligiose, con attacchi e discriminazioni della maggioranza islamica nei confronti delle minoranze, fra cui cristiani, indù e ahmadi. Per favorire l'incontro e il dialogo p. Robert Suraji Pr ha organizzato corsi di formazione rivolti ai futuri preti, che prevedono studi e approfondimenti volti a "migliorare la conoscenza" dell'islam. A questi si aggiunge anche la possibilità di trascorrere un breve periodo all'interno delle scuole musulmane "santri", il corrispettivo nell'islam dei seminari cristiani.

Al programma partecipano 22 seminaristi provenienti da diocesi e arcidiocesi di Semarang, Malang, Surabaya, Purwokerto e Bogor, tutte situate sull'isola di Java. Nell'area, solo l'arcidiocesi di Jakarta - per ragioni che al momento non sono state chiarite - non ha ritenuto opportuno aderire all'iniziativa inviando i futuri preti alle giornate di incontro.

P. Robert spiega ad AsiaNews che "per sei giorni, dal 2 al 6 luglio, 22 seminaristi di cinque diocesi a Java hanno seguito corsi di approfondimento nel campo del dialogo interreligioso con altre comunità, in particolare con i nostri concittadini musulmani". L'iniziativa è stata realizzata in collaborazione col padre gesuita Heru Prakosa, di Yogyakarta e col sostegno "materiale e morale" della Commissione interreligiosa della Conferenza dei vescovi indonesiani (Kwi).

In primo luogo, chiarisce p. Robert Suraji Pr, tutti i seminaristi sono formati per "essere mentalmente aperti e preparati ad aprire cuore e mente al dialogo interreligioso", perché le "buone intenzioni" sono fondamentali per la riuscita del programma. A questo si unisce anche la formazione al dialogo, mediante lo studio e l'incontro con personalità di primo piano dell'islam. Durante le giornate è intervenuto lo studioso musulmano Kiai Hajj Moh. Roqhib, che ha portato "la propria esperienza", sottolineando "le linee guida dell'islam e spiegando la propria visione del dialogo con le comunità non musulmane".

Conclusi gli incontri e le discussioni, ai seminaristi viene infine proposta la possibilità di trascorrere qualche giorno in un "santri" a Purwokerto. In lingua locale javanese un "santri" (studenti) è l'equivalente musulmano del seminario cattolico e al suo interno vengono formati i futuri esperti di legge e le guide religiose islamiche del Paese musulmano più popoloso al mondo.

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