Le proteste costringono il governo a ridurre il prezzo della benzina

L'aumento del 33% sarebbe entrato in vigore da domani. Ieri, oltre 15mila persone hanno bloccato il centro di Jakarta, scontrandosi con la polizia. Decine di agenti feriti e negozi assaltati. Anche il parlamento boccia gli aumenti.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - Le proteste violente di studenti e lavoratori costringono il governo Yudhoyono a cancellare l'aumento del prezzo di benzina e gasolio annunciato lo scorso 28 marzo. Il rialzo, pari al 33%, sarebbe entrato in vigore domani. Il governo aveva deciso la manovra senza l'approvazione del parlamento. Oggi, anche la Camera ha invitato l'esecutivo a ridurre il prezzo dei carburanti entro i prossimi sei mesi.

 

Dall'inizio dell'anno il costo di benzina e gasolio è aumentato del 15%, a causa delle oscillazioni del greggio sui mercati internazionali. Il caro-carburanti influisce sui costi dei beni di prima necessità e mette in pericolo la vita di milioni di persone che sopravvivono con pochi dollari al giorno.

Ieri, oltre 15mila persone, studenti e operai, hanno occupato il centro di Jakarta, impendendo l'apertura degli uffici governativi e delle società d'affari locali e straniere. I manifestanti hanno reagito in modo violento ai tentativi di sgombero della polizia. Decine di agenti sono rimasti feriti. Nella zona commerciale della città, i dimostranti hanno incendiato auto e negozi. Violente proteste si sono verificate anche nel resto della provincia di Jakarta. Alle manifestazioni, hanno partecipato i leader politici dei 13 maggiori distretti della regione di Java. Fra essi anche Xavier Hadi Rudyatmo, vice-sindaco cattolico di Solo. Governatori e sindaci sono scesi in piazza, nonostante gli avvertimenti di  Gamawan Fauzi, ministro degli Interni, che nei giorni scorsi ha minacciato gravi sanzioni per tutti i politici solidali con le proteste.

 

 

 

 

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