Malaysia, migrante indonesiana condannata a morte per traffico di droga

La donna è stata arrestata nel 2013 all’aeroporto di Penang con 4 chili di amfetamine nella valigia. Secondo alcuni attivisti è l’ennesima vittima dei trafficanti che sfruttano la disperazione dei lavoratori all’estero. La donna ha ricevuto la borsa da persone che non conosceva e non era al corrente del contenuto. Sono almeno 158 i cittadini indonesiani nel braccio della morte in Malaysia.

di Mathias Hariyadi

Kuala Lumpur (AsiaNews) – Rita Krisdianti, lavoratrice migrante indonesiana, è stata condannata a morte in Malaysia per possesso di droga. Dopo la sentenza la donna sarà impiccata. La donna, originaria di Ponorogo (Est Java), è stata arrestata nel 2013 all’aeroporto di Penang dopo che gli agenti hanno trovato nella sua valigia 4 chili di amfetamine. Secondo alcuni attivisti per i diritti umani, si tratta dell’ennesima vittima dei trafficanti che sfruttano i poveri lavoratori emigrati come corrieri della droga a loro insaputa.

Anis Hidayah, attivista di Migrant Care, organizzazione con sede in Indonesia, afferma che nel gennaio del 2013 Rita Krisdianti è volata ad Hong Kong per lavorare come donna delle pulizie presso una famiglia locale. Dopo tre mesi la donna è stata trasferita a Macao, dove per altri tre mesi ha vissuto in un centro migranti in attesa del permesso di lavoro. Decisa a tornare in Indonesia, Rita è stata convinta da un cittadino di Macao ad andare a New Delhi (India), dove avrebbe incontrato qualcuno pronto ad offrirle un lavoro.

Nella città indiana alcuni uomini hanno chiesto alla migrante di volare in Malaysia portando con sé una valigia – di cui non gli hanno rivelato il contenuto – che altre persone avrebbero prelevato all’arrivo. Arrivata in aeroporto nel luglio 2013, la donna è stata fermata ed arrestata dalla polizia. Da quel momento Rita ha subito 19 processi, l’ultimo dei quali si è concluso con la condanna a morte.

Il caso è molto simile a quello di un’altra donna, questa volta filippina: Mary Jane Veloso. La domestica, 30 anni, è tenuta nel braccio della morte in Indonesia dopo che nel 2010 è stata fermata in aeroporto con 2,6 chili di eroina. La Veloso si è sempre dichiarata innocente e vittima di un raggiro. Richieste di grazia per lei sono giunte da vari Paesi asiatici. A breve Jakarta ordinerà l’esecuzione di 15 condannati a morte, ma la domestica filippina non verrà uccisa.

Rita Krisdianti non è l’unica lavoratrice migrante ad essere nel braccio della morte in Malaysia. Secondo i dati del ministero indonesiano degli Esteri, sono almeno 158 gli indonesiani che attendono di essere impiccati, il 60% dei quali per reati legati al traffico di droga. Circa due milioni di indonesiani lavorano in Malaysia come domestici, nelle piantagioni, nell'edilizia e nelle industrie.

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