Nuove polemiche sul Premio pro diritti umani e libertà religiosa al presidente Yudhoyono

Nel ritirare l’onorificenza, il capo di Stato ricorda i traguardi del suo governo fra cui crescita economia e lotta al terrorismo islamista. Secca la replica del gesuita p. Suseno: alle parole non corrispondono i fatti. E aggiunge: “sono i fondamentalisti a battere lo Stato”, non il contrario.

di Mathias Hariyadi

akarta (AsiaNews) - "Il discorso del presidente è valido, se alle sue parole corrispondesse una effettiva realtà nel Paese"; ma i fatti "parlano di tutt'altra storia". È duro il commento di p. Franz Magnis Suseno, sacerdote gesuita e professore di etica, che aggiunge un nuovo capitolo allo scontro fra il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono e governo da un lato, società civile, leader religiosi e attivisti dall'altro. Al centro della polemica il conferimento di un premio al capo di Stato, per il suo - presunto - impegno a difesa della libertà religiosa e dei diritti delle minoranze nel Paese. La maggior parte degli indonesiani continua a giudicare "infondate", se non addirittura "fesserie" le parole del presidente, che non rispecchiano la realtà.

La controversia è iniziata all'indomani dell'assegnazione al presidente Yudhoyono del premio World Statesman Award, ideato dalla Appeal of Conscience Foundation (Acf), base a New York e nata nel 1965, in cui si celebra una personalità distintasi in tema di difesa della libertà religiosa. Il primo, durissimo intervento è del filosofo e sacerdote gesuita di origine tedesca ma da 40 anni in Indonesia, seguito poi da numerose prese di posizione - anche di leader musulmani - che contestano la decisione. A conferma delle critiche, vi è l'aumento progressivo negli ultimi mesi di attacchi contro sciiti, ahmadi e cristiani.

La consegna del premio è avvenuta nei giorni scorsi nella metropoli statunitense, durante il quale il presidente ha tenuto un breve discorso. Yudhoyono ha rilanciato l'impegno dell'esecutivo e snocciolato i traguardi raggiunti negli ultimi 15 anni dalla nazione, fra cui i migliori risultati di sempre nella lotta alla crisi economica, ai problemi sociali, al fondamentalismo, al terrorismo e ai movimenti separatisti.

Egli ha fatto inoltre riferimento al predecessore Abdurrahman "Gus Dur" Wahid - una vera icona nel Paese - rivendicando un impegno e risultati analoghi in tema di parità dei diritti per le minoranze e una pacificazione delle aree critiche.

Tuttavia, la realtà dei fatti sarebbe diversa come spiega il sacerdote gesuita: "Mi auguro davvero - afferma p. Franz Magnis Suseno - che ciò che ha detto [Yudhoyono] a New York sarà realtà dei fatti. Ad oggi si tratta di parole, che non valgono nulla". Egli ricorda le violenze anti-cristiane e ahmadi e ribalta l'affermazione del presidente sul palco newyorkese: "Il più delle volte, sono i fondamentalisti a sconfiggere lo Stato". 

 

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