Jakarta (AsiaNews) Cresce l'allarme terrorismo in Indonesia. Uno dei maggiori militanti islamici ricercati nel sudest asiatico potrebbe nascondersi nei pressi di Jakarta e preparare l'ennesimo attentato dopo quello che il 28 maggio nelle Sulawesi centrali ha ucciso 20 persone. Lo ha riferito oggi Tjiptono, portavoce della polizia nella capitale indonesiana. "Pensiamo che Azahari e i suoi si trovino in zona ha dichiarato non sappiamo esattamente cosa stiano preparando ma per precauzione abbiamo alzato il livello d'allerta".
Azahari, di origine malaysiana, è ritenuto dalla polizia indonesiana il principale fabbricatore di bombe per il gruppo islamico Jemaah Islamiah (JI), che opera nel sudest asiatico ed è legato ad al-Qaeda. Secondo la polizia l'uomo è tra le menti di una serie di attentati in Indonesia tra cui quelli a Bali (2002, 202 morti), al Marriott hotel di Jakarta (2003, 12 morti) e all'ambasciata australiana (2004, 10 morti).
L'ambasciata statunitense ha avvisato i cittadini americani di tenersi lontani dagli alberghi di Jakarta frequentati da occidentali. Alte le misure di sicurezza anche nei centri commerciali e nei night club nella capitale.
Dopo numerosi allarmi e preavvisi di una nuova ondata terroristica nella regione, il 28 maggio scorso in un mercato nella cittadina a maggioranza cristiana di Tentena - Sulawesi centrali - 2 bombe hanno ucciso 20 persone. Dopo quello di Bali è il più grave attentato nel Paese.
Su quest'ultimo caso la polizia ha esteso le ricerche anche alla reggenza di Morowali nel tentativo di rintracciare i 2 principali ricercati. A riferirlo oggi Tatang Somantri, capo della squadra che conduce le indagini. Tatang ha riferito che sabato, 4 giugno, la polizia ha fatto i nomi di 18 sospetti in connessione con le bombe al mercato. Dieci di loro sono stati interrogati a Poso, mentre gli altri 8 al quartier generale della polizia delle Sulawesi centrali. Tra i sospetti vi è Hasman, il capo di un carcere nella reggenza di Poso, che avrebbe messo a disposizione il suo ufficio per la fabbricazione degli ordigni usati nell'attentato.
Su 220 milioni di abitanti in Indonesia oltre l'85% è musulmano, ma in molte zone come le province delle Sulawesi e Molucche, la popolazione è divisa in modo uguale tra cristiani e musulmani. Leader religiosi e attivisti per i diritti umani nel paese da tempo avvertono del pericolo che estremisti islamici fomentino e sfruttino tensioni tra le 2 comunità per creare caos nella zona e operare meno osservati.










