Portare a teatro la fede, l'evangelizzazione secondo due sacerdoti indonesiani

P. Harry Sulistyo e p. Steve Winarto hanno coinvolto giovani di tutte le culture per scrivere e produrre tre spettacoli musicali. Il più recente è stato messo in scena nel prestigioso teatro Ciputra Art-Preneur di Jakarta: “La Chiesa ha il dovere di andare incontro a tutti, anche ai più lontani”.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Comunicare la fede cattolica con l’arte, in modo che anche i più lontani dalla sensibilità cristiana possano essere toccati dal suo annuncio. È questa la ragione che ha spinto due sacerdoti indonesiani dell’arcidiocesi di Jakarta a promuovere all’interno della comunità cattolica attività culturali aperte a tutti. P. Harry Sulistyo e p. Steve Winarto operano infatti nella “Grande Jakarta”, zona che comprende la capitale e i distretti di Tangerang e Bakasi, dove si registra una mescolanza di numerose etnie, linguaggi e culture diverse.

P. Sulistyo, cinese di nascita, è a capo della Commissione per le comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Jakarta, p. Winarto è invece parroco della chiesa di San Gabriele Pulogebang a Bekasi (25 km a est della capitale). Insieme, i due religiosi hanno prodotto e messo in scena tre musical negli ultimi tre anni: Selubung Perempuan (Il velo della donna), Nada untuk  Asa (Canzone per Asa), che è diventato anche un film, e Opera Dolorosa: Kemanusiaan di Titik Nadir (Opera Dolorosa: L’umanità a rischio).

Qualche giorno fa, Opera Dolorosa – scritta da p. Sulistyo insieme alla romanziera Ita Sembiring – è stato messo in scena nel prestigioso teatro Ciputra Art-Preneur di Jakarta, suscitando l’entusiasmo degli spettatori accorsi da tutta l’arcidiocesi. I due sacerdoti spiegano ad AsiaNews che coinvolgendo giovani provenienti da culture e fedi diverse, vogliono proporre la fede cristiana ma anche preservare i grandi valori sui quali è fondata l’Indonesia, il Pancasila [i cinque pilastri della Costituzione ndr].

Per fare questo, spiega p. Sulistyo, l’arte è un mezzo perfetto, ed “è urgente creare una comunità interreligiosa che comprenda ragazzi di differenti etnie”. Secondo il sacerdote, ci sono molte buone ragioni per lavorare insieme a persone non cattoliche: “Abbiamo molto in comune: la missione di costruire la nazione con orgoglio e l’impegno per creare una società più umana”.

Dello stesso avviso è p. Winarto, direttore musicale degli spettacoli, secondo cui la Chiesa deve uscire da sé stessa per incontrare le persone nel loro ambiente di vita: “Nella società ci sono persone che provengono dalle parti più diverse, la Chiesa dovrebbe incontrarle e accoglierle. È solo all’interno di questa società plurale che possiamo fare esperienza del ‘nocciolo’ dell’essere indonesiani: uniti nella diversità”.

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