Sacerdote indonesiano: con l’enciclica papa Francesco rafforza il suo amore per il creato

P. Ferry Sutrisna Widjaja, del West Java, ricorda il legame fra il pontefice argentino e il santo di Assisi, per l’impegno comune verso la natura. Egli ricorda che è compito di laici, sacerdoti e religiosi difendere e nutrire il pianeta. La “Laudato sì” messaggio di speranza e guida per cattolici e non di tutto il mondo.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - “Fin dall’inizio del suo papato ho avuto la sensazione forte che Francesco, come il grande santo Francesco di Assisi, avrebbe avuto un forte impegno e una grande passione per la natura e le tematiche legate all’ambiente”. E in questo contesto la pubblicazione dell’enciclica “è un grande gesto fatto dalla Chiesa” verso gli esseri umani, i quali devono per primi “prendersi cura” della terra, della natura. È quanto dice ad AsiaNews p. Ferry Sutrisna Widjaja, sacerdote della diocesi di Bandung, nel West Java, ecologista e promotore di programmi a favore dell’ambiente, commentando l’enciclica di papa Francesco “Laudato sì”. “Siamo moralmente invitati - aggiunge - dalla Chiesa a ‘nutrire’ e a proteggere il pianeta”.

In passato p. Widjaja ha lanciato un’iniziativa di sensibilizzazione alla natura e alle tematiche green intitolato Eco Learning Camp Program ed è tuttora impegnato nella lotta per la difesa del creato, la nostra “Casa Comune” come la definisce il pontefice argentino nell’enciclica. La sua pubblicazione, prosegue, è stata “attesa a lungo”, non solo dai cattolici da tutti quelli che “hanno a cuore” le sorti della terra.

Il sacerdote e ambientalista sottolinea quanto la “Laudato sì” sia stata elemento di “controversia” anche fra gli stessi leader cattolici; tuttavia, aggiunge, essa si rivolge “all’intera comunità umana” perché “viviamo tutti sullo stesso pianeta” di cui siamo chiamati a “prenderci cura e a preservarne la sostenibilità”.

Ricordando l’Anno della vita consacrata, p. Widjaja sottolinea l’obbligo “morale e spirituale” che spinge a “nutrire la nostra natura”, un compito che spetta a tutti i leader religiosi di tutte le comunità. “Il nostro impegno volto alla protezione della terra e il nostro coinvolgimento in movimenti ecologici - aggiunge - non si fondano su passatempi personali, interessi vari o anche ‘mode del momento’, quanto piuttosto sull’ambito spirituale e sulla vocazione stessa”.

La pubblicazione della “Laudato sì”, spiega il sacerdote, è un’esortazione rivolta a tutti i cattolici (laici, religiosi, suore e sacerdoti) e ai non cattolici, perché “siamo tutti spiritualmente chiamati a nutrire e prenderci cura della Terra, il posto in cui viviamo, quello dal quale trae origine la vita”. Inoltre, lo spirito dell’enciclica è fondamentale come guida per l’apostolato nelle famiglie in vista del Sinodo dei vescovi e dell’Incontro nazionale di preghiera della Chiesa indonesiana (Sagko) in programma quest’anno. “Lo spirito della ‘Laudato sì’ - aggiunge - dovrebbe diventare il colore di ogni famiglia cattolica”.

Nelle parole di Francesco, continua p. Widjaja, “fede ed ecologia” trovano una identità e una connessione comune, perché “non è possibile avere fede in Dio - aggiunge - […] senza rispettare la natura”. Il sacerdote si scaglia contro certi stili di vita consumistici che hanno preso piede anche in Indonesia, in particolare fra i giovani, ai quali rinnova l’invito alla lettura della “Laudato sì” le cui direttive “vanno applicate nella vita quotidiana”.

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