Servizi segreti implicati nell'omicidio dell'attivista Munir

La pubblica accusa ha presentato richiesta formale per riaprire il caso sulla morte, avvenuta nel 2004, del noto attivista per i diritti umani indonesiano Munir. Una registrazione audio in mano al pubblico ministero potrebbe provare il coinvolgimento dei servizi segreti, i cui vertici eludono ogni responsabilità.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Potrebbe essere riaperto il caso Munir, l’attivista per i diritti umani ucciso a bordo di un volo Garuda nel 2004, nella cui morte sarebbero implicati forse anche alti funzionari dei servizi segreti nazionali (BIN). Il 22 agosto la pubblica accusa ha presentato richiesta formale per la riapertura del caso, sulla base di nuove prove e testimoni, tra cui l’ex presidente della compagnia area, Indra Setiawan, e un agente dei servizi, Raden Muhammad Patma Anwar, alias Ucok.

Munir, personaggio scomodo sia per le vicende interne indonesiane sia per le denunce delle stragi a Timor Est, è stato avvelenato il 7 settembre 2004; mentre si recava in Olanda gli era stato offerto un bicchiere di succo d'arancia: con l'autopsia la polizia olandese aveva rinvenuto tracce consistenti di arsenico nel suo corpo. A fine 2005, il pilota Pollycarpus Priyanto, presente sull’aereo quel giorno ma non in servizio, è stato condannato in prima istanza a 14 anni per omicidio premeditato, ma l'anno scorso la Corte suprema lo ha prosciolto da ogni accusa e scarcerato.

La nuova prova sottoposta al tribunale dal pubblico ministero consiste in una registrazione audio di una conversazione telefonica tra Pollycarpus, appunto, e Indra. Quest’ultimo, nel nastro, esprime preoccupazione per la presenza di una lettera inviatagli dal vice capo del BIN, M. As’ad, in cui gli viene chiesto di ordinare il “trasferimento” di Polly alla sicurezza interna della Garuda. La missiva sarebbe stata spedita anche al ministero delle imprese statali, da qui la preoccupazione di Indra, rassicurato da Pollycarpus, che garantisce. “La lettera è stata fatta sparire…ci sono tutti amici”.

Dal canto suo il capo del BIN, Syamsir Siregar, intervenendo sul caso ha escluso ogni possibile coinvolgimento di suoi sottoposti nell’omicidio Munir: “Lasciate che il processo faccia il suo corso e si scopra il vero assassino”.

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