Sulawesi, conclusa la Giornata della gioventù indonesiana

Alla messa conclusiva hanno partecipato migliaia di persone e 18 vescovi della Chiesa locale. Le giornate sono trascorse con preghiere, testimonianza e momenti di incontro fra i giovani e i pastori. Ieri la testimonianza di due fratelli di Taizé e le confessioni. Giovane cattolico: “Abbiamo viaggiato tanto per arrivare, siamo stati accolti come fratelli”.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Si è conclusa oggi la seconda Giornata della gioventù indonesiana, ospitata dallo scorso 2 ottobre nella città di Manado (Sulawesi del nord). I quasi 3mila giovani partecipanti, insieme a più di 15mila abitanti locali, hanno trascorso cinque giorni di preghiera, testimonianza e accoglienza. Oggi si è tenuta la messa conclusiva nell’anfiteatro Emmanuel del centro cattolico di Lotta, 10 chilometri a nord di Manado (v. foto 1), celebrata da 18 vescovi del Paese.

Il 4 ottobre scorso, durante la cerimonia ufficiale di apertura, i ragazzi provenienti da 37 diocesi dell’Indonesia hanno marciato in parata per la via principale di Manado, percorrendo un tragitto di due chilometri e mezzo fino allo stadio Klabat, preparato per l’occasione.

I giovani hanno ricevuto il saluto del sindaco della città e del governatore delle Sulawesi del nord, entrambi cristiani. Erano presenti anche l’arcivescovo Antonio Guido Filipazzi, nunzio apostolico in Indonesia, e Agus Sriyono, ambasciatore indonesiano presso la Santa Sede. Lo stadio, completato solo il giorno prima dell’evento, era stracolmo e molti hanno trovato posto a sedere solo per terra.

Ieri i vescovi presenti – fra cui mons. Suwatan, vescovo di Manado, e mons. Pius Riana Prabdi, della diocesi di Ketapang – hanno tenuto lezioni per alcuni gruppi di diverse diocesi. I giovani hanno potuto fare domande e discutere con i pastori.

La serata è stata caratterizzata dalla preghiera e dal rito della confessione. Tutti i partecipanti hanno vissuto un momento comune di pentimento, aiutati dalla testimonianza di due fratelli di Taizé provenienti dalla Francia. Decine di sacerdoti erano a disposizione per le confessioni, e solo verso mezzanotte le file dei penitenti si sono esaurite.

Le migliaia di giovani giunti da ogni parte dell’Indonesia sono state ospitate in modo gratuito da famiglie locali, cattoliche e non, spesso diverse per etnia. Tutti hanno raccontato di essere stati accolti in modo caloroso e amichevole. Andreas Yoga Setiadi, della parrocchia di Pekalongan (Central Java), dice: “Essere diversi è una grazia. Ho sperimentato questa caratteristica della società indonesiana in questi giorni ed è stato bellissimo”.

“È la seconda volta che partecipo alla Giornata della gioventù – afferma Theresia, dalla provincia di East Kalimantan – e tutta la fatica che ho fatto per venire è stata ripagata dall’incontro con le persone che ho conosciuto qui. La fede diventa attuale quando incontri persone che ti trattano come fratello e sorella”.

Felicitas, donna cattolica, ha lavorato per la Giornata da dietro le quinte, curando il fund-raising della diocesi di Manado: “Sono molto felice di aver contribuito in questo modo, e per fortuna tutto andato bene. Durante la processione non ha piovuto anche se il tempo era bruttissimo; il tetto dell’anfiteatro Emmanuel è stato completato solo un giorno prima dell’inaugurazione…sono accaduti tanti piccoli miracoli!”.

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