Sulawesi, dopo il terremoto e lo tsunami erutta il vulcano Soputan

Le autorità hanno ordinato alla popolazione di restare a più di 4 km di distanza dal cratere. Nel frattempo, le speranze di trarre in salvo i dispersi nel disastro del 28 settembre si affievoliscono. Il numero delle vittime accertate è salito a 1.407. Il presidente Widodo di nuovo in visita sui luoghi del disastro.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Cinque giorni dopo i terremoti e lo tsunami che hanno devastato le città di Palu e Donggala causando oltre 1.400 morti, l’eruzione del Monte Soputan allarma la già provata popolazione dell’isola di Sulawesi. Situato a circa 600km a nord-est di Palu, il vulcano è eruttato questa mattina, rilasciando nel cielo una colonna di ceneri alta 4mila metri.

Temendo la minaccia di lava e nubi incandescenti, le autorità hanno ordinato alla popolazione di restare a più di 4 km di distanza dal cratere. Il governo monitora la situazione, ma al momento non ha ritenuto necessario evacuare i villaggi circostanti. L’aeroporto internazionale Sam Ratulangi di Manado (North Sulawesi) continua ad essere operativo.

Nel frattempo, le speranze di trarre in salvo i dispersi nel disastro del 28 settembre si affievoliscono ed i sopravvissuti attendono l’arrivo dei soccorritori nelle zone periferiche colpite dal sisma. Il numero delle vittime accertate è salito a 1.407.

Per la seconda volta dall’inizio dell’emergenza, il presidente Joko Widodo oggi è tornato nei luoghi del disastro per coordinare le operazioni di soccorso, mentre aumentano gli episodi di saccheggi di massa di cibo e altri beni. Più di 65mila case sono state danneggiate dal terremoto; gli sfollati sono oltre 60mila e secondo le agenzie delle Nazioni Unite (Onu) 200mila persone hanno bisogno urgente di aiuti.

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