Troppa gente nei mercati, negozi, terminal: insorgono i medici indonesiani

Le immagini di migliaia di passeggeri accalcati in un aeroporto ha generato la protesta. Disatteso il distanziamento sociale. L’indisciplina della popolazione causa maggiori contagi. Timori per l’Eid al-Fitr. I dubbi sulle reali cifre dell’infezione.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) - Medici e infermieri insorgono per il mancato rispetto del distanziamento sociale per il coronavirus. Il loro grido di protesta contro l’indisciplina di larga parte della popolazione circola da giorni sul web.

Il caso è scoppiato la scorsa settimana, quando sono apparse le immagini di migliaia di passeggeri accalcati nel terminal dell’aeroporto internazionale Soekarno-Hatta di Cengkareng. Sono tornate ad affollarsi poi le strade, come anche i negozi e i mercati.  

Da oltre due mesi, il personale medico è in prima linea contro il Covid-19, rischiando la vita e spesso sacrificando i propri affetti. Dottori e infermiere compaiono in alcuni video postati sui social media mentre spiegano che la maggior parte dei contagi avviene a causa del mancato rispetto dei protocolli anti-virus, in particolare della distanza di sicurezza.

L’allarme è condiviso da quella parte della società civile che ha maggiore consapevolezza di questo momento di crisi. Accademici, uomini d’affari e famiglie espressione della classe media continuano a rilanciare sul web lo slogan “Dipende da voi!”: l’esortazione a tutti gli indonesiani di rispettare il Pembatasan Sosial Skala Besar, la versione locale del “lockdown” decretato per contenere la diffusione della pandemia.

Le autorità temono che i numeri relativamente bassi del contagio spingano la popolazione a violare la quarantena, con il rischio di una nuova ondata di infezioni. Il picco potrebbe arrivare tra il 23 e il 24 maggio prossimi, quando nel Paese si celebrerà l’Eid al-Fitr, la festa che chiude il Ramadan, il mese di digiuno e preghiera sacro all’islam.

Ad oggi, gli infetti sono oltre 18mila, con circa 4500 ricoverati; 1221 i decessi. Ma per diversi osservatori il numero dei malati è in realtà superiore, dato che alcune province – incluse Giava occidentale, Bali e Sumatra meridionale, tra le più colpite dal morbo – non forniscono cifre complete.

 

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