Uccisa un'altra ragazza nelle Sulawesi centrali

Le violenze delle ultime settimane a Poso dilagano a Palu: Yanti, 22 anni, era in motorino con due amiche, tre uomini le hanno aggredite con un macete.

di Benteng Reges

Palu (AsiaNews) - Cresce la tensione a Palu, capitale della provincia indonesiana di Sulawesi centrali, dove una ragazza di 22 anni è stata uccisa oggi con un colpo di macete. Yanti, questo il nome della vittima, si stava recando in motorino in centro accompagnata da 2 amiche coetanee: Evi e Anca. Le 3 giovani dovevano partecipare a un evento di danze tradizionali. Erano quasi arrivate, quando 3 uomini sono venuti loro incontro su una moto dalla direzione opposta ; senza nessun segnale di preavviso, uno dei 3 ha scagliato il suo macete contro le ragazze, ancora sul loro motorino. Anca ha d'istinto abbassato la testa, Yati che le stava dietro è stata colpita al collo; Evi, invece, ha riportato gravi ferite al braccio.

Le ragazze hanno invano cercato soccorso all'ospedale militare della zona; visto che non era possibile ricevere cure lì, Anca si è diretta verso un altro ospedale, ma Yanti è morta durante il viaggio per una grave emorragia. Evi, al momento, è ricoverata all'ospedale centrale di Palu.

Testimone oculare dell'aggressione, Anca ha raccontato di aver visto i 3 uomini arrivare insieme in motocicletta, ma di non sapere chi fossero. "Non mi sembra avessimo nemici - riferisce la ragazza, ora al comando centrale della polizia di Palu - e sono sconvolta dal pensare che qualcuno voleva ucciderci".

Il vice capo della polozia locale Hermansyah, non ha voluto rispondere alle domande della stampa, che chiedeva se le violenze scoppiate a Poso nelle ultime settimane non stiano dilagando a Palu. Il 29 ottobre scorso a Poso 3 ragazze cristiane sono state decapitate; poco più di una settimana dopo, nella stessa zona, 2 uomini armati di pistola hanno sparato in faccia da breve distanza a 2 studentesse.

Rispetto a quest'ultimo caso, proprio oggi la polizia antiterrorismo ha eseguito numerose ispezioni in abitazioni appartenenti ai presunti colpevoli della sparatoia dell'8 novembre. La polizia ha perquisito 2 case, che portavano le iniziali dei sospetti: DA e AB. Un'altra abitazione, di proprietà di ME, è al centro delle indagini della polizia.

Tra il 1998 e il 2001 nell'arcipelago di Sulawesi si sono verificati violenti scontri fra cristiani e musulmani. Molti temono che le recenti violenze siano segno di una ripresa del conflitto interreligioso. Secondo personalità islamiche e cristiane locali, gli assassini non sono musulmani del posto e agiscono su ordine di qualche gruppo intenzionato a diffondere il caos nella zona.

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