Jakarta (AsiaNews) – Il rimpasto di governo annunciato ieri dal presidente Susilo Bambang Yudhoyono arriva a confermare l’impegno del capo di Stato nella lotta alla corruzione, piaga sociale del Paese e suo cavallo di battaglia fin dalla campagna elettorale nel 2004. Mentre si sostituiscono controversi ministri, implicati in vicende illecite, salta anche la testa del procuratore generale Abdurrahman Saleh: considerato troppo debole e indeciso, sarà rimpiazzato da Hendarman Supandji, procuratore dal profilo basso, che ha appena concluso il suo mandato come capo della special task force anti-corruzione istituita dallo stesso Susilo. In passato Supandji ha lavorato anche nell’Ufficio del Procuratore generale su casi principalmente di corruzione.
La sua nomina è stata accolta con favore da attivisti per i diritti umani e Ong impegnate nel sociale. Analisti politici sono certi che il nuovo procuratore generale giocherà un ruolo primario nell’assicurare la cattura di 8 indonesiani latitanti a Singapore con un debito totale di circa 3mila miliardi di rupie con la Bank Indonesia Liquidity Assistance. I primi di maggio Jakarta e Singapore hanno stretto un accordo per l’estradizione dei fuggiaschi e ora si attendono iniziative concrete.
Il rimpasto vede il segretario di Stato Yusril Ihza Mahendra sostituito dal ministro dei Trasporti Hatta Radjasa; cambio anche al ministero della Giustizia e diritti umani, dove a Hamid Awaluddin subentra Andi Mattallata, attuale presidente del Golkar Party al Parlamento. Mahendra ed Awaluddin si sono dovuti dimettere per aver concesso l’utilizzo di un conto bancario ministeriale nel trasferimento di 10 milioni di dollari a Tommy Soeharto, figlio dell’ex presidente Soeharto, dalla Paribas Bank di Londra.










