Vescovi indonesiani: ospedali cattolici al servizio del malato, non del profitto

La sanità al centro dell’incontro annuale della Conferenza episcopale. I prelati chiedono attenzione perché non vi siano abusi nella buona fede di pazienti, spesso ridotti a “clienti”. Nunzio apostolico: onorare la vita umana dal concepimento alla morte.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Il sistema sanitario nazionale e gli ospedali di ispirazione cattolica sono i temi di apertura dell’incontro annuale dei vescovi indonesiani (Kwi), in programma a Jakarta sino al 12 novembre. I prelati invitano a “verificare con attenzione” i servizi erogati e impedire che vengano utilizzati nomi di santi o riferimenti cristiani, per attirare “pazienti” che finiscono per essere trattati alla stregua di “clienti”, abusando della loro buona fede.

 

Alla presenza di 38 prelati indonesiani p. CB Kusmaryanto, docente di teologia morale e sacerdote dell’Ordine del Sacro Cuore di Gesù, ha presentato un documento intitolato: “Spiritualità medica e moralità della moderna tecnologia medica”. Fra i più “maligni” fenomeni di “pubblicità fuorviante”, il religioso ha citato l’uso della parola “clienti” invece di “pazienti” e ammonisce: “Dobbiamo essere informati sugli ospedali cattolici che perseguono solo scopo di lucro, invece di offrire un buon servizio pubblico”.

 

Una preoccupazione confermata anche da mons. Johannes Pujasumarta Pr, vescovo di Bandung, che invita a “verificare le prestazioni erogate” nei luoghi di cura. In Indonesia, infatti, molti ospedali pubblici usano intenzionalmente nomi dei santi come patroni, pratica che li rende assai popolari e permette loro di guadagnare centinaia di nuovi clienti. Un malcostume, quello di chiamare i pazienti “clienti”, che a detta di p. Kusmaryanto prende piede anche nelle strutture cristiane. Mons. Pujasumarta ricorda che “offrire un servizio sanitario pubblico è un mezzo efficace per annunciare il Vangelo”, salvaguardando i “valori morali” e aiutando “i più bisognosi”.

 

Un richiamo ai valori cristiani nel settore sanitario giunge da mons. Leopoldo Girelli, nunzio apostolico in Indonesia, che ricorda il dovere di onorare la vita umana “dal concepimento alla morte”. Uno sforzo ancora più pressante, in un periodo in cui si lucra anche sulla malattia.

 

Allaa messa di apertura dell’incontro erano presenti mons. Martinus Dogma Situmorang, presidente della Conferenza episcopale, mons. Mons Sutrisnaatmaka, vescovo di Palangkaraya e segretario generale Kwi, Stephen Agus, direttore degli affari generali del Ministero per gli affari religiosi e molti altri sacerdoti.

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