Vescovo di Padang: la “compassione” fra persone, più forte delle devastazioni del sisma

Mons. Martinus Dogma Situmorang ringrazia per gli aiuti e chiede la collaborazione di ingegneri edili per valutare l’agibilità delle strutture. Numerosi edifici cattolici hanno subito ingenti danni, fra cui l’ospedale, che continua a operare nonostante l’emergenza.

di Mathias Hariyadi

Padang (AsiaNews) – Ringrazia per gli aiuti ai “fratelli e sorelle” delle zone colpite dal terremoto, ma il pensiero va all’immediato futuro, alla ricostruzione in un clima di comune “compassione”, perché in uno scenario di totale devastazione “ho visto qualcosa di buono nella società”. È quanto afferma mons. Martinus Dogma Situmorang, vescovo di Padang, colpita la settimana scorsa da un terremoto di magnitudo 7,6 che ha causato 739 morti; stime della Croce rossa parlano di almeno 3mila vittime.

 

All’indomani del sisma, il prelato ha visitato l’area e racconta del “buio totale”, della “mancanza di elettricità, eccettuate alcune zone che disponevano di generatori”. Egli sottolinea la “forte e grande compassione fra le persone”, tra cui il “lavoro dei volontari” e i centri di assistenza “allestiti in breve tempo”; questi aspetti lo hanno “toccato nel profondo”, perché in uno scenario di “tale devastazione, ho visto qualcosa di buono nella società”.

 

Il vescovo di Padang conferma la morte di “dozzine di cattolici” e il lavoro “frenetico di dottori e infermiere nell’ospedale cattolico di Yos Sudarso, a Padang”, che ha supplito all’emergenza mettendo a disposizione la propria sala operatoria, perché le strutture governative RS M. Jamil e RS Pusat Daerah “erano totalmente paralizzate”. All’opera del personale sanitario si aggiungono gli sforzi compiuti dalla Caritas indonesiana, che “sta facendo di tutto per aiutare le vittime”, senza distinzioni di”etnia o credo religioso”.

 

Numerosi edifici cattolici a Padang hanno riportato seri danni fra cui lo stesso ospedale, la cattedrale – i tecnici valuteranno se avviare la messa in sicurezza o costruire una nuova chiesa – diverse scuole, la casa pastorale, il monastero e l’annessa cappella, la curia vescovile.

 

“Ciò di cui abbiamo più bisogno – conclude mons. Martinus Dogma Situmorang – è la disponibilità di ingegneri edili, per verificare l’agibilità degli edifici. Vi sono molte cose da fare in futuro, ma lasciatemi esprimere tutta la mia gratitudine e il ringraziamento per la compassione e il sostegno ricevuto”.

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