Kuala Lumpur, con il Covid-19 una 'pandemia di violenze domestiche'

Denunce in forte aumento, al collasso i centri per il sostegno. E le vittime spesso sono costrette a rientrare comunque nelle case dove subiscono abusi, perché le misure contro il Coronavirus scoraggiano il pernottamento nelle strutture sanitarie.

di Stefano Vecchia

Kuala Lumpur (AsiaNews) - Tra i Paesi del Sud-est asiatico, la Malaysia sta sperimentando in maniera particolarmente grave una “pandemia di violenza domestica”, che si affianca ed è aggravata da quella dovuta alla diffusione del Covid-19. Già lo scorso anno i dati disponibili segnalavano un incremento del 57% dei casi denunciati; ma ora l’aggravamento della situazione pandemica e le sue conseguenze economiche stanno portando un ulteriore peggioramento.

I centri che all'interno degli ospedali si occupano delle vittime di abusi fisici e mentali in famiglia e di violenza sessuale (One-Stop Crisis Centres) sono al collasso e la difficoltà di gestire le richieste di aiuto porta a molte mancate denunce o a una minore attenzione alle situazioni di rischio e alla punizione dei colpevoli.

Ultima tra tante sollecitazioni a un intervento efficace è quella di Charlene Murray, direttrice di Women's Aid Organisation, ong malaysiana che fornisce ospitalità, counseling e supporto materiale a donne e bambini vittime di abusi. L’allarme riguarda non solo la mancanza di sostegno adeguato, ma anche di alternative a un rientro nell’ambito domestico dove spesso ha origine la violenza. “A meno che non ci siano dei feriti, la maggior parte degli ospedali garantisce solo servizi essenziali alle vittime e non li incoraggia a pernottare nelle strutture sanitarie per timore dell'esposizione al Covid-19”. Tuttavia, ha sottolineato la Murray, “questo espone le donne a ulteriori rischi al rientro a casa”.

Tensioni non ignote che si aggravano in una situazione di crescente impoverimento e disoccupazione che apre a maggiori abusi in ambito sociale e familiare sollecitate anche dalle limitazioni ai movimenti e alle attività. Si aggravano quindi per le donne le disparità di ruoli, reddito e opportunità. Prima della pandemia le donne malaysiane dedicavano alle attività domestiche il 64% di tempo più dei maschi, con un carico di impegno mediamente tre volte superiore a quello dei partner; le analisi mostrano ora una situazione in ulteriore peggioramento.

Da parte sua, la polizia nega che le indagini sui casi di violenza domestica siano stati relegati in secondo piano nell’attività investigativa durante i lockdown per la scarsità di personale che sarebbe stato indirizzato anzitutto a garantire il rispetto delle misure di contenimento del contagio. Anche se diversi distretti hanno ammesso la presenza di un solo funzionario assegnato specificamente a questi casi.

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