Politico malese: la Bibbia torni nelle scuole del Sarawak

La richiesta avanzata al governo locale da John Ilus durante un dibattito parlamentare. Il Sarawak è uno Stato del Borneo dove i cristiani sono maggioranza e dove storicamente i missionari hanno avuto un ruolo importante nella crescita del sistema educativo. "La conoscenza della Scrittura è una forza unificante e una componente essenziale per educare i giovani al pluralismo".

di Joseph Masilamany

Kuching (AsiaNews) - Durante la sessione di Bilancio dell'Assemblea legislativa dello Stato malese di Sarawak, nel Borneo, un parlamentare ha chiesto la reintroduzione di lezioni bibliche in tutte le scuole locali. John Ilus, rappresentante per l’area di Bukit Semuja, ha suggerito che lo Stato riprenda le lezioni bibliche, che ha descritto come un aspetto fondamentale della storia educativa del Sarawak, radicata nella tolleranza e nel rispetto.
John Ilus ha anche sottolineato il ruolo significativo svolto dai missionari cattolici, anglicani e metodisti: “Hanno gettato le basi del sistema educativo del Sarawak durante l'era Brooke, in epoca precoloniale - ha ricordato -. Le prime missioni cristiane introdussero programmi educativi e gli studi biblici divennero una parte essenziale del curriculum, aperto a studenti di diversa provenienza. Questo approccio inclusivo ha favorito una tradizione di tolleranza e rispetto che è diventata un segno distintivo del tessuto sociale del Sarawak”, ha sottolineato.
Gli studi biblici sono stati poi rimossi dal programma di studi, un fatto che secondo John Ilus ha rappresentato una grave perdita per lo sviluppo morale e spirituale dei giovani sarawakiani. Di qui la richiesta al ministero dell’Istruzione di considerare la possibilità del loro ripristino, come materia strutturata e facoltativa all'interno dell'istruzione primaria, permettendo agli studenti di conoscere la fede cristiana come fanno con le altre religioni. “Questo rinnovamento aiuterebbe a costruire comprensione e rispetto, arricchendo lo sviluppo del carattere dei giovani sarawakiani”, ha aggiunto.
Circa due terzi dei cristiani della Malaysia vivono negli Stati del Borneo (Sarawak e Sabah) e in particolare nel Sarawak - che è il più esteso tra gli Stati che costituiscono il Paese - i cristiani rappresentano la maggioranza (50,1%) della popolazione, con l'islam, l'induismo e il buddhismo come altre religioni presenti. A differenza di altri Stati della Malaysia dove l'islam è la religione ufficiale, il Sarawak non ha ufficialmente una religione di Stato.
Gli anglicani inglesi furono tra i primi missionari cristiani a mettere piede nel Sarawak nel 1848. Circa due decenni dopo arrivarono anche i missionari cattolici di Mill Hill, che stabilirono anch'essi una base missionaria da cui poter raggiungere efficacemente le popolazioni tribali urbane e rurali, per lo più animiste.

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