Singapore, esplode l’export: più 18% a marzo

I dati del mese scorso mostrano come le esportazione della città-stato sono aumentate, nonostante le previsioni parlassero di una prossima flessione legata al calo cinese. La caduta del prezzo del petrolio una delle cause. Gli analisti scettici: "Resta da capire se questa ripresa sarà stabile".

Singapore (AsiaNews/Agenzie) – Le esportazioni di Singapore sono aumentate nel mese di marzo come mai era accaduto da tre anni a questa parte. I dati forniti dalle autorità venerdì scorso mostrano un aumento del 18% del commercio non petrolifero con l’estero rispetto allo stesso periodo del 2014. Il dato è sorprendente in quanto le stime degli analisti raccolte da Bloomberg in un sondaggio prevedevano invece una flessione dell’1,1%.

I settori che hanno guidato questa ripresa sono stati quello elettronico e quello farmaceutico. Le vendite hanno registrato un aumento del 19% negli Stati Uniti e del 56% in Europa. Nei dieci minuti seguenti l’annuncio dei dati, il dollaro locale ha guadagnato lo 0.06% su quello statunitense.

Questo considerevole aumento degli scambi commerciali ha permesso alla Banca centrale di Singapore di astenersi dall’iniezione di nuovo capitale prevista questa settimana dalla politica di sostegno al mercato.

È probabile che Singapore stia beneficiando dell’innalzamento dei consumo nei Paesi europei e negli Stati Uniti conseguente all’abbassamento del prezzo del petrolio che si è verificato nei mesi scorsi.

Nonostante i numeri promettenti, l’ottimismo degli analisti economici rimane cauto. Vishnu Varathan, economista con sede a Singapore della banca giapponese Mizuho, dice: “Forse possiamo iniziare ad essere ottimisti sul fatto che non tutto dell’abbassamento del prezzo del petrolio sia andato perduto per i consumatori del G3 [Usa, Europa e Giappone, ndr]”.

“Dobbiamo analizzare questa ripresa – continua – assicurandoci due cose. Per prima cosa se essa durerà. In secondo luogo che essa abbia una base abbastanza ampia da permettere a tutti gli esportatori asiatici di migliorare”.

Più scettico è Daniel Wilson, analista dell’ Australia & New Zealand Banking Group Ltd. (Anz): “Io non estrapolerei un nuovo trend da questo risultato positivo. L’incremento che si riceve dalla vendita di prodotti farmaceutici arriva di quando in quando, e tanto velocemente arriva, altrettanto velocemente se ne va”.

Va detto che l’exploit  di marzo dell’export singaporiano rende la Città-Stato una mosca bianca nel panorama asiatico, dove negli ultimi mesi si è rilevata invece una generale flessione del commercio oltremare. Il caso più eclatante è quello della Cina che, rispetto ad un anno fa, a marzo ha perso il 14, 6%. Lo stesso vale, seppur in maniera meno marcata, anche per Malesia, Tailandia, Filippine e India. 

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