Singapore: musica e giochi online nuove frontiere del reclutamento jihadista

L’allarme lanciato dal premier Wong conferma i timori degli esperti. I giovani in particolare “obiettivo di valore” della propaganda fondamentalista, dall’Isis ad al-Qaeda. Un problema che riguarda anche i cristiani, come emerge dal caso di indottrinamento di un 16enne che voleva colpire due moschee.

di Stefano Vecchia

Singapore (AsiaNews) - L’allarme lanciato ieri dal primo ministro di Singapore Lawrence Wong conferma i timori avanzati da più parti: gli abitanti della città-Stato, i giovani in particolare, sono “obiettivo di valore” per gruppi terroristici sempre più attivi nell’indottrinamento e nel reclutamento. Strumento privilegiato nelle sue varie forme e possibilità è Internet.

A confermarlo lo stesso Wong prendendo la parola all’evento annuale del Religious Rehabilitation Group. Una iniziativa che coinvolge esperti e volontari di fede musulmana, che si propone di riabilitare coloro che sono stati attratti nell’orbita del fondamentalismo islamico - ma non solo - e che per questo stanno scontando pene detentive.

Difatti, una delle finalità è di anticipare l’indottrinamento avvertendo dei rischi che questo comporta sul piano personale e sociale, un elemento quest’ultimo da non sottovalutare. Da un lato, i movimenti estremisti e terroristi continuano a mantenere una attiva presenza locale, utile in un’area geografica in maggioranza musulmana ma al tempo stesso tesa a uno sviluppo e a un benessere che non disdegna modalità e parametri globali. Dall’altro, questi gruppi possono agire quasi indisturbati per la scarsa coscienza della loro esistenza tra la popolazione.

Stiamo parlando di movimenti e organizzazioni con finalità di terrorismo e destabilizzazione. Fra questi troviamo l’autoproclamato Stato islamico e al-Qaeda, che continuano a essere attivi nella regione e non hanno mai mancato di sottolineare che proprio l’Asia meridionale e il Sud-est asiatico costituiscono le aree più orientali di un futuro califfato mondiale.

L’uso di sistemi sempre più sofisticati e popolari, a partire dalle piattaforme social, rende la propaganda più diffusa e insistente e, al tempo stesso, i controlli più complessi. “Questo non ha solo reso più facile la  diffusione di materiale estremista, ma ha anche accelerato il processo di radicalizzazione, riducendolo a mesi o anche a settimane”, ha segnalato il ministro Wong.

Ultime “frontiere” della propaganda estremista - ha confermato il premier - sono i siti di musica in streaming e la piattaforme di gioco, particolarmente utilizzate dai più giovani e da cui è possibile accedere ai server dell’Isis. Come dimostrato da recenti arresti di 15-16enni già radicalizzati, è un processo che ha avuto un’accelerazione dal 2016, quando è stato ufficialmente registrato il primo caso. Una problematica che se ha nell’estremismo religioso di matrice islamica l’elemento di punta, non è immune da altre forme di radicalizzazione o chiamata all’azione violenta. Un esempio è nel cristiano 16enne che avrebbe pianificato l’attacco a due moschee di Singapore dopo essere stato indottrinato all’odio verso i musulmani.

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