Morto Suharto, per 32 anni a capo del maggiore Paese islamico

Il dittatore fu responsabile, tra l’altro, della repressione a Timor est che gli è valsa un’accusa di genocidio. L’aggravarsi delle sue condizioni di salute ha fermato quelle di corrruzione.

Jakarta (AsiaNews) – E’ morto stanotte Suharto, uno dei dittatori di maggiore sopravvivenza della storia recente: per 32 anni è stato a capo dell’Indonesia, il più popoloso Paese muslmano del mondo.

 

Nato l'8 giugno 1921 da una famiglia contadina, Suharto, per la difficile situazione familiare, dovette dedicarsi a studi islamici, pur essendo la sua vera passione il misticismo giavanese di cui poi si e' intriso. Impiegato di banca, a 19 anni si arruolò prima nell'esercito coloniale olandese, poi a quello indo-giapponese durante l'occupazione dal 1942 al 1945, ed infine alla guerriglia contro gli olandesi tornati nel dopoguerra.

 

Dopo l' indipendenza, nel 1961, divenne vice capo di stato maggiore e poi capo del comando strategico. Nel 1965 sventò un tentativo di colpo di Stato del Partito comunista contro l'allora presidente Sukarno. Ma la lealtà al presidente finì presto, nel 1966 lo depose, assumendone i poteri.

 

Nel 1975 ordina di invadere la parte orientale di Timor, in precedenza portoghese. L’insofferenza della popolazione – che, tra l’altro, è a stragrande maggioranza cattolica – verso il dominio indonesiano dette il via ad una violenta repressione: persino la messa che il 12 ottobre 1989 vi celebrò Giovanni Paolo II finì in scontri della folla con le milizie indonesiane.

 

Il 12 novembre 1991 un gravissimo episodio evidenzia del tutto l’insostenibbilità della situazione: i funerali di un giovane nazionalista a Dili, capitale di Timor orientale, si trasformano in una manifestazione di protesta, brutalmente repressa. Le truppe indonesiane sparano sulla folla, causando morti e feriti. In risposta all'indignazione internazionale, il governo di Suharto sostiene la tesi della provocazione.

 

Suharto viene accusato di genocidio, l’Onu invia una forza internazionale e viene indetto un referendum che sancisce l’indipendenza di Timor est.

 

Ma nel 1998, dopo essere stato rieletto, a seguito di un'ondata di violenze, di massicce manifestazioni studentesche e del crollo dell'economia indonesiana, il regime di Suharto vacilla e il dittatore è costretto a dimettersi.

 

Accusato di corruzione e di aver accumulato un patrimonio immenso, il continuo peggioramento delle sue condizioni di salute blocca le accuse.

 

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