Ramos-Horta si scusa con l’Indonesia, con cui studia “collaborazioni” militari

Il premier di Timor Est porta a Jakarta le scuse del suo presidente che aveva accusato l’Indonesia di complicità nell'attentato subìto a febbraio. Il viaggio ha come scopo lo studio di una più stretta cooperazione militare, a cui la comunità internazionale guarda con preoccupazione.

di Mathias Hariyadi

Jakarta (AsiaNews) – Il presidente di Timor Est, Jose Ramos-Horta, si scusa con le autorità indonesiane contro cui aveva mosso accuse di complicità nell'attentato subìto a febbraio. Il messaggio è stato portato di persona al presidente Susilo Bambang Yudhoyono dal premier timorese, Xanana Gusmao, da ieri in visita ufficiale in Indonesia. Per molti non è una coincidenza che le scuse arrivino contemporaneamente alla promessa della polizia indonesiana di estradare i 4 ribelli, militari disertori di Timor Est, arrestati sul suo territorio e legati all’attentato.

 

L’11 febbraio Ramos Horta è stato ferito gravemente allo stomaco in un attacco condotto dal leader ribelle Alfredo Reinado, ucciso nel corso della sparatoria seguita all’attentato. Xanana, anche lui obiettivo dei ribelli, è rimasto illeso.

 

Ma al di là delle scuse ufficiali, il viaggio del premier timorese ha come scopo principale il consolidamento dei delicati rapporti tra i due vicini. Lo stesso Susilo ha annunciato che nei 4 giorni della visita saranno toccati argomenti “sensibili”. Primo tra tutti quello di una “circoscritta” collaborazione militare. “Speriamo che la comunità internazionale – dichiara il presidente indonesiano – non guarderà con sospetto a questa cooperazione. I nostri accordi bilaterali prevedono solo uno scambio di visite di ufficiali militari da Dili a Jakarta e viceversa”. La richiesta di Timor Est di inviare suoi soldati per corsi di addestramento nelle forze speciali indonesiane – sottolinea il capo di Stato – non è ancora stata attuata, perché “estremamente delicata”.

 

Sotto l’occupazione indonesiana della piccola isola (1975 – 1999) i militari di Jakarta hanno commesso ogni sopruso sulla popolazione, causando la morte di decine di migliaia di civili. Dal 2000, però, i due governi portano avanti una politica di amicizia e riconciliazione, minimizzando sulle violenze avvenute prima dell'indipendenza (2001) e sul fatto che l’Indonesia non si è mossa per punire i responsabili di quelle azioni.

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