Hanoi, si difenderà da sé il dissidente cattolico a processo per evasione fiscale

Lê Quôc Quân, alla sbarra con false accuse, non si avvarrà della tutela di un legale. La prima udienza è prevista per domani. Le autorità hanno ostacolato la difesa e impedito l’accesso ai documenti dell’accusa. Egli dichiara la propria innocenza. Attivisti: capi di imputazione “pretestuosi” per colpire la dissidenza.

Hanoi (AsiaNews/Agenzie) - Non intende avvalersi della tutela di un legale e si difenderà da solo in tribunale il dissidente e avvocato cattolico Lê Quôc Quân, 42 anni, in carcere con l'accusa - pretestuosa - di "evasione fiscale". Dovrà comparire in aula domani 9 luglio e nelle ultime settimane, si è preparato all'appuntamento mediante il digiuno e la preghiera. In una nota diffusa dalla sua prigione, egli dichiara di essere "totalmente innocente", mentre gruppi attivisti ricordano che il capo di imputazione viene spesso usato dalle autorità per colpire e imprigionare le voci "critiche". Intanto rilancia le accuse contro il governo comunista e il partito unico al potere ad Hanoi, che da tempo ha promosso una campagna volta a colpire le voci "critiche". 

Se riconosciuto colpevole, egli - in carcere dal dicembre scorso in attesa di processo - rischia fino a tre anni di carcere e una pesantissima multa. Rivolgendosi "ai compatrioti dentro e fuori il Vietnam" Quân ha aggiunto di voler affermare la propria "totale innocenza". "Amo il mio Paese - ha chiarito il dissidente cattolico - e lo faccio pagando tutte le tasse [...] sono vittima di decisioni e azioni di matrice politica".

In base alle accuse, l'avvocato cattolico avrebbe evaso tasse per 21mila dollari. Il fratello è stato arrestato nel mese di ottobre, con lo stesso capo di accusa ed è rinchiuso nella prigione di Hoa Lo. Fonti della famiglia riferiscono che le autorità hanno opposto ostacoli e rifiuti alla consultazione delle presunte prove a carico dell'imputato; violazioni e abusi che sono aumentati quando il fascicolo è stato trasferito al tribunale popolare di Hanoi, nell'aprile scorso. La famiglia ha promosso numerose petizioni per il suo rilascio, senza mai ricevere risposte scritte o note ufficiali dalle autorità.

L'avvocato cattolico Lê Quôc Quân, 42enne prigioniero politico, ha deciso di non nutrirsi nei giorni che hanno preceduto l'udienza, raccogliendosi nel digiuno e nella preghiera. Arrestato ad Hanoi mentre portava i figli a scuola, l'uomo si trova nella Hoa Lo Prison No.1 e per molto tempo né il suo legale, né i familiari hanno potuto hanno potuto incontrarlo. Da tempo non può più esercitare la professione di avvocato perché espulso dall'ordine, e dedica ogni suo sforzo per difendere i diritti umani attraverso le sue azioni e un suo blog. Cattolico in Paese a maggioranza buddista, egli è stato più volte arrestato e malmenato da polizia e autorità per le sue campagne a difesa dei diritti umani e della libertà religiosa. Nel 2007 era stato incarcerato per aver partecipato ad "attività che mirano a sovvertire il governo del popolo" ("sovversione", art. 79 del Codice penale). In seguito alle proteste degli Stati Uniti, egli era stato liberato.

 

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