Il dramma dei migranti dietro la crescita economica del Vietnam

Mentre ad Hanoi i delegati Asean discutono le future strategie di crescita economica, milioni di migranti provenienti dalle campagne abbandonate dal governo vivono in condizioni miserevoli. Nella sola Ho Chi Minh City sono oltre 2 milioni i giovani giunti in città con la speranza di migliorare le proprie condizioni di vita.

di J.B. Vu

Ho Chi Minh City (AsiaNews) – Con una crescita economica del 6,6% registrata nel 2009, il Vietnam è uno dei pochi Paesi che non ha sofferto la crisi globale. In questi giorni è in corso ad Hanoi il Summit dell’Associazione delle Nazioni del Sud est asiatico (Asean). Qui i delegati discutono di cambiamenti climatici e di future strategie di crescita economica, ma ignorano che il mantenimento dello sviluppo ha generato numerosi problemi a carattere sociale. Tra questi la migrazione di milioni di persone dalle aree rurali alle città.

 

Il Vietnam è per tradizione un Paese agricolo, ma il recente sviluppo economico ha spinto milioni di giovani residenti nelle aree rurali a recarsi in città per migliorare la propria condizione economica e accedere agli studi. Lo stato non investe nelle campagne e le autorità locali mancano dei fondi necessari per creare nelle comunità più povere adeguati programmi di sviluppo economico. I giovani in età lavorativa rappresentano circa il 60% della popolazione e solo ad Ho Chi Minh City su 6,5 milioni di abitanti  i migranti sono oltre 2milioni. Di questi il 76% è composto di giovani tra i 16 e i 37 anni provenienti dalle campagne. Tra loro sono pochi quelli che hanno soldi a sufficienza per pagare le tasse universitarie, che ammontano a circa 1000 dollari Usa all’anno.  

 

“Volevo arrivare a Ho Chi Minh City per guadagnare soldi e dopo un anno avrei avuto soldi a sufficienza per tornare a casa e aprire un'officinw per moto – racconta Thuan della provincia di Nam Dinh – ma sono ormai giorni che cerco un lavoro che mi dia i soldi a sufficienza per sopravvivere”. La gran parte dei giovani vive in condizioni miserevoli per i bassi salari e l’alto costo della vita nella metropoli e una volta terminati gli studi non fa più ritorno a casa.     

 

Per risolvere il problema il Ministero del lavoro degli invalidi di guerra e del Welfare ha di recente dato la possibilità ai giovani studenti migranti di accedere a programmi sociali e sviluppo da applicare nelle proprie comunità d’origine.     

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