Il Vietnam approva la modifica della legge fondiaria

Entrerà in vigore il 1° gennaio 2025 e riguarda soprattutto i prezzi e la gestione dei terreni. Secondo gli oppositori, i funzionari corrotti e le grandi società private ne trarranno comunque beneficio a discapito dei cittadini. L’ex viceministro Dang Hung Vo: “Molte cause sono legate alla confisca dei terreni da parte dello Stato, poi affidate a privati: su questo aspetto la nuova legge cambia nulla”.

Hanoi (AsiaNews-Agenzie) - L’assemblea nazionale del Vietnam ha approvato una revisione della legge fondiaria, che secondo il governo aiuterà lo sviluppo socio-economico del Paese. L’assemblea ha votato a favore con il sì di 432 deputati su 477 e la nuova norma entrerà in vigore il 1° gennaio 2025.

Secondo il governo di Hanoi la ratifica avrebbe tenuto conto di oltre 12 milioni di commenti ed emendamenti dei cittadini, di numerosi esperti, studiosi e delle organizzazioni di categoria. Il cuore della riforma è il seguente: i prezzi dei terreni saranno aggiornati annualmente dai consigli popolari provinciali o dal governo centrale per riflettere correttamente i movimenti del mercato. La legislazione esistente prevedeva invece che tali prezzi fossero fissati ogni cinque anni. La legge approvata inoltre introduce 32 casi in cui la terra abitata o coltivata da chiunque su concessione dello Stato può essere espropriata da quest’ultimo per “servire scopi socio-economici collettivi, come la costruzione di sedi di agenzie governative, alloggi pubblici o terreni coltivati volti a far aumentare le entrate per il bilancio statale”, dice la nuova norma. Queste “categorie” sulla carta renderanno le azioni dello Stato più trasparenti, il che dovrebbe aiutare a garantire equità e rispetto della legge. Tuttavia l’intero suolo in Vietnam è tecnicamente di proprietà dello Stato, anche se spesso offre alle persone la possibilità di costruire case o di coltivarla.

Accanto alle novità restano però anche delle ombre: l’ex viceministro del Ministero delle Risorse Naturali e dell'Ambiente, Dang Hung Vo, ha infatti commentato che “l'ultima parola lasciata ai funzionari nazionali e provinciali sull'uso del territorio oggi è il principale problema del settore”. Hung Vo ha anche aggiunto che “questo porta a un mercato dei terreni agricoli e immobiliari iniquo”.

Un caso emblematico e controverso è quello di Loc Hung a Ho Chi Minh City. Nel 2019, il governo ha sfrattato gli abitanti da 503 case per liberare il terreno per lo sviluppo di una scuola. A cinque anni di distanza la metà degli ex residenti ha dichiarato di non aver ancora ricevuto alcun risarcimento. Come Cao Ha Truc, che per questo ha intentato una causa e che ritiene la nuova legge insufficiente: “Credo necessiti di ulteriori modifiche per risarcire le persone prima che perdano la loro terra. Nel nostro caso le imprese private hanno beneficiato di un progetto statale [di costruire una scuola guadagnando dall’esproprio]. In vicende come questa gli abitanti non sono stati tutelati e non lo saranno neppure con la nuova norma”. Dato che la vecchia legge prevedeva ampie possibilità per lo Stato di recuperare la terra, circa il 70% delle attuali cause legali di lungo corso nel Paese sono legate a questo tema. 

L’ex viceministro Dang Hung Vo ha ribadito che “molte cause legali importanti sono legate alla confisca delle terre da parte dello Stato per darle a società private per trarne profitto. E su questo aspetto la nuova legge non cambia in nulla dalla precedente”. Infine secondo Cao Ha Truc nella nuova norma lo Stato non affronta il problema della corruzione: “Questa situazione ha fatto emergere l'avidità dei funzionari e la corruzione delle aziende, mentre i cittadini poveri sono abbandonati a loro stessi”.

 

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