Mons. Kiet: non volevano che mi ritirassi, l’ho dovuto chiedere io al Papa

Lettera dell’ex arcivescovo di Hanoi che rivela come Vaticano e Conferenza episcopale si opponessero alla sua domanda di potersi ritirare. Crescente timore tra i cattolici di manovre del governo per creare divisioni e istillare sospetti verso alcuni vescovi.

di J.B. An Dang

Hanoi (AsiaNews) - Solo scrivendo direttamente al Papa, che ha capito la sua situazione, mons. Joseph Ngo Quang Kiet è riuscito a far accettare le sue dimissioni, che Vaticano e Conferenza episcopale si rifiutavano di accogliere E’ lo stesso ex arcivescovo di Hanoi a rivelarlo in una lettera di commiato indirizzata a sacerdoti, religiosi e fedeli di quella che per sette anni, fino a ieri, è stata la sua diocesi.

 

“Ogni volta che ho fatto cenno alla mia intenzione di dimettermi - scrive - le Congregazioni romane si sono opposte con forza”. Alla fine mons. Kiet dice di aver scritto personalmente a Benedetto XVI che “ha compreso a fondo la mia situazione e con il suo cuore patermo ha accolto la mia richiesta di ritirarmi”.

 

La lettera di mons. Kiet giunge in un momento nel quale i cattolici di Hanoi e di tutto il Vietnam temono di trovarsi di fronte a una manovra del governo mirante a incrinare la loro fiducia verso la Santa Sede e la Conferenza episcopale. Avvisate in anticipo (come da loro richiesta) dal Vaticano della nomina di nuovi vescovi a Hanoi e Vinh, le autorità hanno intenzionalmente lasciato trapelare le notizie, presentandole in modo da cercare di convincere i cattolici che Roma stava seguendo una “road map” tracciata dal Vietnam per rimuovere i vescovi “testardi”, con un lungo passato di ferma resistenza e opposizione a ogni tentativo di limitare la libertà religiosa o di impadronirsi dei beni della Ciesa.

 

La manovra è giunta a dipingere alcuni vescovi vietnamiti come “collaboratori” dello Stato. Dello stesso nuovo arcivescovo di Hanoi, Peter Nguyen Van Nhon, che è il presidente della Conferenza episcopale, è stato fatto intendere che avesse collaborato per spingere mons. Kiet alle dimissioni.

 

L’operazione sembra in parte riuscita. Il 7 maggio, in occasione della cerimonia di ingresso di mons. Van Nhon a Hanoi, se migliaia di fedeli lo hanno ben accolto, c’è stata anche, fuori della chiesa, la protesta di alcuni gruppi. E ieri il nuovo arcivescovo non ha potuto celebrare la messa per l’Ascensione per la presenza di contestatori davanti alla cattedrale. Nessuno però ha potuto confermare che i manifestanti fossero tutti cattolici.

 

Quest’ultimo avvenimento spiega la crescente preoccupazione dei cattolici che ora le autorità stiano lavorando a un progetto mirante a incrinare l’unità dei fedeli e provocare disordine nell’arcidiocesi.

 

Una preoccupazione che appare condivisa anche da mons. Kiet che nella sua lettera chiede a sacerdoti e fedeli di “fare del vostro meglio per preservare l’unità e l’amore tra di voi. E’ il tesoro più prezioso della nostra arcidiocesi. Amate mons. Peter - è la sua ultima richiesta - con l’amore che avete sempre avuto per me”.

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