Padre Ly non sarà tra i prigionieri amnistiati per la festa nazionale vietnamita

Il responsabile del governo di Hanoi per la sicurezza precisa che il religioso non ha ancora compiuto progressi nella “rieducazione”. Il sacerdote è stato condannato con l’accusa di essere all’origine di un movimento per la democrazia e di sostenere gruppi illegali.

di Emily Nguyen

Hanoi (AsiaNews/EDA) – Non sarà amnistiato padre Nguyen Van Ly, il religioso in un campo di “rieducazione” con l’accusa di essere all’origine di un movimento per la democrazia. Il suo nome non figura tra i circa 5.500 prigioinieri che saranno liberati in occasione della prossima festa nazionale.

 

Nel diffondere la notizia, Eglises d’Asie aggiunge che è stato il segretario di Stato alla sicuezza, Lê Thê Tiêm a dichiarare, ieri, che il sacerdote non sarà tra i condannati che saranno liberati, in quanto non ha ancora compiuto progressi della rieducazione (cai tao) alla quale è sottoposto.

 

Padre Van Ly, 62 anni, è stato condannato il 30 marzo 2007 a otto anni di prigione e cinque di residenza sorvegliata, con l’accusa di essere all’origine di un movimento per la democrazia, chiamato “Blocco 8406”, sorto nell’aprile 2006, che ha 2mila aderenti, e di sostenere gruppi illegali quali il Partito progressista del Vietnam.

 

Rendendo noto che il religioso non sarà liberato, il responsabile della sicurezza ha aggiunto che “all’interno del campo di internamento, sono assicurate le buone condizioni di salute del prigioniero”. Le sue affermazioni sono contraddette da quanto riferito il 28 agosto dal gruppo 8406 a proposito di una visita compiuta al sacerdote il 25 agosto dalla sorella e dal nipote, nel campo Ba Sao, nel nord del Vietnam. I suoi congiunti lo hanno visto arrivare in parlatorio claudicante e hanno avuto il racconto di una serie di mali fisici che lo hanno colpito da maggio, sicuramente dovuti alla sua ipertensione: emorragia, caduta, inizio di paralisi. Il sacerdote ha anche riferito dei cattivi rapporti con i guardiani e della scarso effetto della “rieducazione” sul suo spirito e sul suo comportamento.

 

La decisione di non liberare padre Ly, appare una risposta volontariamente intransigente alle pressioni internazionali esercitate sul governo. Da ultimo, la richiesta di liberazione avanzata da 37 senatori statunitensi al capo dello Stato. In una lettera essi affermano che le condizioni nelle quali si è svolto il processo (nella foto) non erano conformi né alla Costituzine vietnamita, né alla Carta nternazionale dei diritti civili e politici.

 

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